INTERVISTA TC - Panfili: "In Italia nessuno fa più il DS"
Giovani, settori giovanili, dirigenti e non solo: il calcio italiano dovrà rinfondarsi dalla base dopo il nuovo flop Mondiale. I microfoni di TuttoC.com ne hanno parlato con Francesco Panfili, ex direttore sportivo e scout tra le altre di Arezzo, Sambenedette e Imolese: “Il dato più allarmante è che i bambini si stanno approcciando meno al calcio, ormai questo è un ambiente dove regnano troppe ingiustizie. Mancano strutture, dirigenti ed educatori adeguati. I ragazzi talentuosi ci sono, la competenza nel chi deve scegliere no. Finché le società continueranno ad affidarsi a figure inadatte e non si investirà a dovere nello scounting sarà difficile. Chi cerca i giocatori non deve essere l'amico dell'amico. Lo sviluppo di paesi come Danimarca, Svizzera e Belgio non è casuale, loro, a differenza nostra, hanno saputo programmare nel tempo”.
Favorevole o contrario alle squadre B in Serie C?
“La Juventus deve essere seguita dalle altre, sennò il progetto non ha senso. I nostri giocatori sono indietro di 2-3 anni rispetto a quelli esteri, non sappiamo accompagnarli nel percorso. I club non riescono a tutelarli e il talento si disperde. Tanti club di Serie C non sono pronti ad accogliere i giovani, l'eccezione è una sparuta minoranza”.
Quindi non riusciamo a fare emergere i nostri talenti?
“Il talento c'è, manca chi deve gestirlo. Non c'è mai continuità... basta qualche partita sbagliata per passare in discussione”.
Delle eccezioni, vedi Luca Moro, ci sono comunque.
“In Serie C ci saranno sicuramente dei calciatori talentuosi, ma è impensabile che possano fare un salto dritto in A senza un percorso adeguato. Non abbiamo il coraggio di rischiare, la mentalità è totalmente sbagliata. E qui la colpa è anche nella crescente mancanza di centralità nel ruolo di direttore sportivi e scout, figure che hanno un ruolo fondamentale spesso affidato in maniera approssimativa”.
Parlavamo di Moro. Dove può arrivare?
“È un calciatore magnifico che credo arriverà ai massimi livelli, così come Lucca e Mulattieri. Magari se giocasse in Inghilterra avrebbe già qualche presenza in Premier League. In Ligue 1 giocano i 2004, qui noi consideriamo un '99 alle prime esperienze come un giovane”.
Di giovanissimi è difficile vederne anche in C.
“In Serie C sono pochissime le società che lavorano sul proprio settore giovanile, la maggior parte dei ragazzi arrivano in terza serie in prestito da squadre di A e B. Per fortuna qualche eccezione rimane e circondarsi di figure competenti è l'unico sistema per cambiare le cose”.
Per il futuro quali nomi dalla Serie C farebbe?
“Bonfanti, Mosti, Candela, Miretti, Moro, Battistella... solo per farne alcuni. I ragazzi di qualità ci sono, sta a noi valorizzarli”.


