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Benevento-Avellino, riecco il derbyTUTTOmercatoWEB
© foto di Luigi Gasia/TuttoLegaPro.com
domenica 13 novembre 2011, 10:00Calendario partite
di Nicolò Schira
per Tuttoc.com
fonte LoStregone.net

Benevento-Avellino, riecco il derby

Benevento-Avellino non sarà mai una partita qualsiasi: al di là delle dichiarazioni di facciata di chi mente sapendo di mentire, la sfida tra Stregoni e Lupi avrà sempre un sapore particolare. Non è un evento che dura per due ore, ma parte da lontano. Sin dal lunedì che precede l'incontro, si inizia a sentire un impulso leggero che ti permette di renderti conto che il giorno della partita sta per arrivare: è in questo frangente che riaffiorano i ricordi dei derby che furono, delle perle di Imbriani e Colletto nella tana del lupo, del rocambolesco gol di Luisi al Santa Colomba che permise di acciuffare un pareggio insperato o del tanto atteso "gol dell'ex" di Gigi Molino che rispose all'immediato vantaggio di Ghirardello. E' un pensiero che attraversa le città, fino al giorno del fatidico incontro: una sfida che non si limiterà a stabilire vincitori e vinti, ma decreterà anche chi dovrà subire l'onta degli sfottò, delle prese in giro, degli sbeffeggiamenti degli "odiati" cugini. Benevento-Avellino è questo, nonostante le dosi di anestetico che il calcio moderno continua a regalare, per via delle assenze delle tifoserie avversarie in ogni stadio d'Italia: a risentirne è lo spettacolo, ma questo ai padroni del pallone evidentemente non interessa. La sfida tra sanniti e irpini non è solo calcio: è un rituale che per troppo tempo è mancato, è una contrapposizione di umori, di persone, di pensieri diversi; è il confronto tra chi, nonostante le sconfitte, continua a esserci sempre e chi, invece, di fronte alle prime difficoltà, ha mollato la presa. Da una parte, l'amore cieco, folle, passionale dei giallorossi; dall'altra, quello razionale dei biancoverdi che, dopo il fallimento del vecchio U.S.

Avellino ha deciso di tirare i remi in barca. Scelte, poco condivisibili, ma ugualmente rispettabili. Scelte che privano questo derby del fascino consueto, ma che non vanno a intaccare il sapore della tradizione che esso conserva: qualcuno sosterrà che la vittoria in un derby è come un piacere mondano, un successo caduco, provvisorio, temporaneo, addirittura illusorio. Non è così. La legge del derby ci dice che chi vince, deve giustamente godere; chi perde, deve invece chiudersi in un silenzio glaciale: è questa la prospettiva che abbiamo davanti, che piaccia o no. Certo, in un momento particolare per la squadra, parlare di derby senza tener conto della classifica, è forse poco opportuno, ma una vittoria in gare come queste dà emozioni imparagonabili. Ora l'attesa sta per finire: è tempo di dare spazio al sacro percorso della partita.

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