Foggia, contro il Sorrento caccia alla vittoria casalinga
Il fatto che ogni partita assuma un´importanza sempre più assolutizzata e sempre meno relativa, il fatto che ogni domenica rappresenti un esame dal quale esito può dipendere il resto della stagione, è la testimonianza che, fondamentalmente, il Foggia cerca prim´ancora dei tre punti, la serenità smarrita. O mai goduta, se non nel primissimo scorcio di stagione. Questa sconosciuta, non s´è fatta neppure vedere dopo una vittoria che, per la classifica, ha un valore immenso. Ma per il modo in cui è arrivata e per il contesto nel quale è andata ad inc a s tonarsi, ha finito per auto depotenziarsi.
La sensazione è che Spal-Foggia non sia ancora finita, che prosegua domani allo Zaccheria, pure se l´avversario è diverso. E che la sfida contro il Sorrento non sia tanto per i tre punti (pure importantissimi), ma soprattutto per ricucire lo strappo con la città e con la maggior parte della tifoseria, che male ha metabolizzato gli effetti benefici della zampata di Lanzoni al “Mazza”. E che non ha gradito il brutto gesto di Gigliotti, che rimane malgrado le scuse pubbliche e il pur volenteroso tentativo di spostare il mirino sui motivi e sui destinatari.
Se alla vigilia del derby contro il Taranto, col Foggia era reduce dalla sfortunata (ma non solo) prestazione di Reggio Emilia, era lecito presentare la “giornata rossonera” come uno degli ultimi appelli per far salire la colonnina di mercurio dell´entusiasmo, Foggia-Sorrento è un´altra cosa.
E´ una chance (l´ultima?) per deglutire la medicina in grado di calmare gli animi, di respirare, di assumere ossigeno necessario per una riflessione, da parte di tutti, più lucida.
Dire che al Foggia serve vincere e convincere serve solo a candidarsi per il premio della banalità, dire che è solo il campo a poter riavvicinare le parti (tifosi, società, squadra) è ripetere quello che gli stessi calciatori ribadiscono da tempo.
Le pressioni ci saranno, perché il Foggia (per fortuna) non milita nel campionato Primavera e perché l´affluenza alla Zaccheria ha sempre tre zeri. Il momento è delicato, il clima non è dei migliori. Chi paga avrebbe il dovere di sostenere la squadra fino al novantesimo, ma anche il diritto di contestare se le cose sono andate male. E´ sempre stato così. Sono presupposti e non devono essere alibi. Il campo è pronto, e l´occasione pure. Per essere sfruttata a pieno, s´intende.


