1^ Divisione, Doumbia fa volare il Como: Pavia altra beffa
"Una partita strana. Molto strana". Nemmeno un altro gol allo scadere -questa volta firmato dal neo-entrato Doumbia- consente a mister Ramella di perdere la lucidità nella lettura di una partita complessivamente non esaltante e che ha messo di fronte due squadre alle prese con diversi problemi. In casa Como non manca la voglia di lottare ma mai come in questo pomeriggio sono riemerse vecchie lacune (freddezza sottoporta e palle inattive non sfruttate adeguatamente), mentre il Pavia non poteva certo pensare di portare a casa il punticino solo con un'aggressività sempre al limite del regolamento: così, al triplice fischio, la banda di Pergolizzi torna a casa a mani vuote tutto sommato meritatamente perchè il Como, pur nella sua irritante approssimazione, ha sempre dato l'impressione di crederci di più.
Tante le novità alla lettura delle formazioni. Per i lariani ancora Twardzik in porta (Giambruno tornerà presto titolare perchè è una certezza ma oggi il tedeschino ha fornito un'ottima prova), centrocampo a tre con Salvi, Lewandowski e Lulli dietro un tridente dove Tavares sostituisce lo squalificato Ripa. I tifosi lariani che sono venuti al "Sinigaglia" incuriositi anche dalla fama del giovane Falco sono rimasti delusi, perchè il centrocampista, non al meglio, rimane in panchina a far compagnia a Facchin per il cui ruolo di estremo difensore viene preferito Cacchioli.
Nei primi minuti sono gli ospiti a farsi apprezzare per alcune buone iniziative, ma anche a farsi biasimare per un utilizzo smodato delle maniere forti, un atteggiamento del tutto incomprensibile specie se adottato ad inizio gara: così è superlavoro per il Sig. Verdenelli che, dopo aver ammonito dall'Oglio, cambia il colore del cartellino da sventolare davanti all'esperto Gheller, reo di una gomitata assolutamente gratuita che si stampa sul volto di Filippini. Dalla metà della prima frazione in poi, dunque, la gara prende una strada più lineare per gli uomini di Ramella, non senza aver prima sudato freddo per una punizione di Meza Colli a girare sul primo palo ben respinta da un attento Twardzik. Il gol del Como arriva inaspettato non tanto per l'evoluzione del gioco (sempre più in mano ai lariani con il passare dei minuti) quanto per la modalità, abbastanza casuale e particolarmente assomigliante alla realizzazione ai danni del Carpi quindici giorni or sono: al 38' tiro-cross dalla destra di Nicola Ciotola (ma questa volta nelle intenzioni è sembrato davvero un traversone cui è mancata la necessaria traettoria "a rientrare"), Cacchioli è colto impreparato e intercetta la palla in due tempi. Uno però è di troppo, il guardalinee segnala che la sfera ha superato la linea di porta e così i padroni di casa possono festeggiare il provvisorio vantaggio in un'assemblea per pochi intimi (infranta oggi, in senso negativo, la soglia "psicologica" di mille spettatori: solo colpa del freddo? Eppure il Como di questi tempi non è certo una squadra allo sbando...).
La ripresa si apre con un'azione per parte, nelle quali il tacco di Rodriguez (prestazione comunque deficitaria) risponde ad un intervento fuori di poco sul secondo palo ad opera del solito Ciotola, ormai simbolo della squadra e beniamino dei tifosi sopravvissuti. Il pareggio del Pavia è del tutto estemporaneo, ma anche frutto delle disattenzioni comasche a centrocampo: può fare poco in questa occasione Twardzik su un tiro al volo di Fasano al 59', conclusione che finalizza al meglio uno scambio Carotti-Marchi sulla trequarti. L'ultima mezz'ora è un'inevitabile spinta dei padroni di casa, che dimostrano come la concretezza sulle palle ferme sia solo un piacevole ricordo di inizio torneo: ben 10 i corner battuti nei modi più disparati, ma in un modo o nell'altro terminati con un nulla di fatto. Negli ultimi metri di fronte a Cacchioli è un disordine assoluto, e così il definitivo 2-1 non poteva giungere che da una mischia risolta al 89' dal neo-entrato Doumbia, lesto ad intercettare una sponda di Toledo.
Una bella soddisfazione per questo ragazzo della Costa d'Avorio che vanta tre apparizioni in serie B con l'Ascoli ma che finora in riva al lago è stato schiacciato da esterni di buon valore come Ciotola, Filippini e -in alcuni casi- Bardelloni ormai sulla strada del recupero. Una bella soddisfazione anche per Ernestino Ramella, criticato per il cambio tra il giovane coloured e Ciotola (che però ormai aveva finito la benzina), il quale non manca di sottolineare con un sorriso beffardo che alla fine la carta giusta l'aveva in mano lui.
COMO-PAVIA 2-1
Como (4-3-3): Twardzik; Ghidotti, Zullo, Urbano, Som; Salvi, Lulli (dal 61' Toledo), Lewandowski; Ciotola (dal 64' Doumbia), Tavares, Filippini (dal 79' Romano). A disp.: Conti, Ambrosini, Vicente, Diniz. All.: Ramella.
Pavia (4-4-2): Cacchioli; Gheller, Caidi, Fasano, Verruschi; Dall'Oglio, Carotti, Meza Colli (dal 40' Meregalli), Puccio; Marchi, Rodriguez. A disp.: Facchin, Romeo, Falco, D'Errico, Reato, Veronese. All.: Pergolizzi.
ARBITRO: Sig. Verdenelli di Foligno coadiuvato dai Sigg. Mondin e Rizzato
MARCATORI: 38' autorete Cacchioli (C), 59' Fasano (P), 89' Doumbia (C)
NOTE: pomeriggio freddo e soleggiato, terreno in buone condizioni. Ammoniti: Urbano (C), Dall'Oglio (P), Marchi (P), Lulli (C), Meregalli (P), Cacchioli (P). Espulso al 21' Gheller (P) per gioco violento. Angoli: 10-2. Recupero: 3'-3'. Spettatori: 998 per un incasso di 9554 €.


