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Presidente Catanzaro: "Puntiamo a salire in B. Ridicola la questione scadenze"

TMW RADIO - Presidente Catanzaro: "Puntiamo a salire in B. Ridicola la questione scadenze"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Andrea Rosito
sabato 20 giugno 2020 08:55Serie C
di Dimitri Conti

Floriano Noto, presidente del Catanzaro, è intervenuto in diretta nel corso di Stadio Aperto, trasmissione di TMW Radio condotta da Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini: "Come società e come squadra ci siamo concentrati su quello che andava fatto, lasciando le polemiche e le parole. Abbiamo pensato al campo e alla ripresa degli allenamenti: i primi giorni sono stati duri, alcuni pensavano di non riprendere a giocare. Il problema è più psicologico del gruppo, i calciatori vivono ad obiettivi, ed oggi abbiamo un calendario con delle tappe: sono concentrati".

Non è stato agevole per la società.
"Assolutamente. Ci sono state molte cose che potevano essere evitate. Chiaro che tempo fa c'era una situazione Covid diversa da oggi. Ogni quattro giorno tamponi e sierologici, siamo già al quinto giro. Per fortuna è tutto a posto, non abbiamo avuto alcun problema. Incide molto la fase organizzativa: le partite in casa sono un casotto, accessi separati agli stadi... Se posso permettermi, si esagera pure: li vogliamo far dormire in camere separate quando però in Coppa Italia si sono abbracciati tutti. Mi sembra ridicolo, un controsenso. Questa problematica l'ho già evidenziata, è assurdo: li controlliamo ogni quattro giorni, vivono sempre a contatto tra loro e sono negativi, eppure ci chiedono stanze singole in trasferta. Così gli albergatori un po' calcano la mano, ed un conto è prendere quindici stanze, un conto un altro. Ho dei calciatori che addirittura vivono in appartamenti comuni... Che senso ha tenerli separati in albergo? Invito pubblicamente la FIGC a rivedere questa cosa, mi sembra che si gravi ancora di più sulle casse della società, oltre ad un protocollo che è già pesante".

Cosa ne pensa a chi rinuncia ai playoff?
"Questo dovrebbe far riflettere i vertici federali ma anche il consiglio direttivo, di cui faccio parte anche io. Più volte ho sollecitato una riforma, che non è solo sul numero di squadre, ma strutturale per andare ad incidere sui costi. Questa C, per com'è, è insostenibile e il sistema anno su anno registra perdite enormi. Con la crisi economica accentuata dal Covid, noi presidenti, che siamo anche imprenditori, se perdiamo le risorse investiamo anche meno sul calcio. Va fatta una riflessione, e subito: serve una riforma immediata. Parlo per esempio di rivedere anche l'accordo collettivo con i calciatori, non possiamo tapparci gli occhi e le orecchie come le scimmiette, prendendo atto e non proseguendo come se nulla fosse accaduto".

Come si programma la prossima stagione?
"Forse è una delle prime volte nella mia vita, ed ho 40 anni di imprenditoria, che navigo a vista. Questo non mi piace. Faccio un esempio: tra dieci giorni abbiamo l'inizio dei playoff e tutt'oggi non sappiamo chiaramente cosa fare con prestiti e contratti in scadenza per luglio e agosto. Nulla. Si vive alla giornata, e come fai a pianificare? Viviamo in un mare d'incertezze, e ci si mette anche un'organizzazione che non dà risposte immediate. A contratti e prestiti ci si poteva pensare anche prima".

Soprattutto se si arrivasse alle trattative individuali.
"Sarebbe devastante. Con un calciatore che si sta preparando per i playoff non puoi parlare di trattative, è un momento di concentrazione massima. Dovrei ora chiamare i procuratori, e poi dopo tre giorni giochiamo... Sono basito. Io come gli altri presidenti: questo è l'animo, lo so perché li sento per telefono".

Cosa rappresentano per voi i playoff?
"Rappresentano un momento importante, abbiamo investito tanto nella campagna invernale e volevamo fare un salto di categoria in campionato: se non arrivare primi, giocarcela tutta. Incrociamo le dita perché vada bene, ci giochiamo un'annata in cui puntavamo a salire".

Ci sono club come Gozzano e Rimini che hanno già dato il là alle vie legali.
"La mia opinione l'ho già espressa, anche in lega. Lo dico senza voler fare polemiche: avrei fatto giocare anche le prime, nel girone B c'erano sei punti di differenza, e con 33 punti di differenza non è detto che il campionato sia chiuso. La logica poteva essere: prime dieci ai playoff, ultime cinque ai playout. Questo è il mio pensiero, e l'ho espresso pubblicamente. Capisco anche che il Monza avesse sedici punti, però avrei ritenuto più giusto così".

Che ne pensa di Ghirelli?
"Credo abbia fatto tutto ciò che poteva, certo che le sessanta squadre sono tutte molto diverse, ecco perché anche ci vuole un format che tenga di conto di una parità d'interessi per la posta in gioco. Non è facile gestire così tante teste, si è trovato in grandi difficoltà: l'assemblea aveva deliberato cose bocciate dalla FIGC, ma non era facile".


Floriano Noto Pres. Catanzaro intervistato da Francesco Benvenuti
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