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Mazzarri ha già tirato fuori il Torino dalle secche, ma questa volta è diverso

Dieci punti in otto partite dei quali quattro nelle ultime sei certificano un inizio di stagione difficile per il Torino tanto più che la squadra subisce un po’ troppi gol e ne fa abbastanza pochi.
23.10.2019 10:02 di Elena Rossin    per torinogranata.it   articolo letto 326 volte
Fonte: Elena Rossin
Wlater Mazzarri
Wlater Mazzarri
© foto di Daniele Buffa/Image Sport

Mazzarri è a rischio esonero? No, forse, sì. No perché già in passato ha dimostrato di riuscire a risollevare il Torino che era in un momento difficile. Era il campionato 2017-2018 quando nel girone di ritorno prese il posto di Mihajlovic e dopo un avvio positivo in due momenti la squadra vacillò: la prima volta in modo più pesante per il numero di sconfitte, quattro, con Juventus  e Verona seguite dalla vittoria con il Crotone e sconfitte con Roma e Fiorentina collezionando tre punti in cinque partite; la seconda un po’ meno in quanto le partite perse furono solo due, infatti, il trend fu pareggi con Chievo e Milan, sconfitte con Atalanta e Lazio e altro pareggio con il Napoli facendo tre punti in cinque gare. In entrambi i casi la media punti fu di 0,6.

Tornando alla domanda iniziale e alla seconda risposta, forse perché se il Torino dovesse vincere con il Cagliari e poi perdesse con Lazio e Juventus la posizione dell’allenatore si farebbe in bilico poiché dopo undici gare le sconfitte ammonterebbero a sei (Lecce, Sampdoria, Parma, Udinese, Lazio e Juventus) a fronte di quattro vittorie (Sassuolo, Atalanta, Milan e Cagliari) e un pareggio (Napoli) ancor più ovviamente se con il Cagliari la squadra ottenesse solo un pareggio e di conseguenza la successiva partita con il Brescia potrebbe diventare cruciale visto che poi ci sarà la sosta per gli impegni della Nazionale.
Scenario un po’ di verso se a fronte di almeno un punto conquistato con il Cagliari ne arrivassero altri due con Lazio e Juventus o tre allora il forse potrebbe attenuarsi perché si sa che fare qualche punto con squadre di livello pari o superiore attenua tutto.

L’esonero, invece, si materializzerebbe se arrivassero sconfitte con Cagliari, Lazio e Juventus perché sarebbe difficile pensare che la squadra o buona parte di essa sia ancora in sintonia con l’allenatore e in questi casi non ci sono altre alternative per provare a dare una scossa. A quel punto, forse, sarebbe anche inutile attendere la partita con il Brescia.
La valutazione non dovrebbe essere fatta solo in relazione al risultato, ma anche alla prestazione, però, se, come finora è quasi sempre accaduto, l’approccio alle partite fosse molle o comunque troppo ondivago nel corso delle gare sarebbe evidente che l’involuzione rispetto alla scorsa stagione (i giocatori sono gli stessi a parte Moretti, ma in più ci sono Verdi e Laxalt) si è consolidata e che si deve provare a dare una forte scossa.

Rispetto al precedente momento di difficoltà dal quale Mazzarri aveva tirato fuori il Torino ci sono palesi differenze. Allora era subentrato a un atro allenatore e la squadra non era stata formata secondo i suoi input, mentre ora è stata avvallata da lui in due sessioni estive di mercato (non in quelle invernali in quanto non sono arrivati rinforzi) e che il gruppo ormai conosce alla perfezione i suoi metodi e il suo concetto di gioco. Certo la stagione è iniziata prima poiché c’erano i preliminari d’Europa League e ci sono stai infortuni, il caso Nkoulou, qualche decisione arbitrale che poteva essere differente e si può aggiungere che Verdi e Laxalt sono arrivati a campionato già iniziato, però, i problemi che sta vivendo adesso la squadra c’erano già nel campionato scorso, attenuati finché si vuole nel girone di ritorno, ma che sono riemersi. Questo non può essere ignorato. Senza dimenticare che la squadra è passata dall’avere un impianto difensivo solido a subire parecchi gol, già 11 (è all’undicesimo posto insieme a Parma, Milan e Bologna) e ne fa relativamente pochi, 10 (è all’undicesimo posto con il Bologna) anche se ha in rosa molti giocatori offensivi a iniziare da Belotti, Zaza, Falque e Verdi, ma questo si era verificato già nella passata stagione.
Mazzarri può tirare fuori il Torino dalle secche, bisogna vedere se ci riuscirà.


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