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Campilongo: "Nulla da temere dal pubblico di Torino"TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico De Luca
giovedì 28 ottobre 2010, 18:18Mercato
di Giulia Borletto
per Torinogranata.it

Campilongo: "Nulla da temere dal pubblico di Torino"

Non esiste colla per le panchine traballanti, ma esistono le rassicurazioni e la fiducia. Crediamo che Lerda ne stia continuando a ricevere giornalmente di dichiarazioni di stima da parte della società granata, ma come lui ben sa, il motore del vociare mediatico non si può placare con una sola pacca sulla spalla. Il mister è giustamente infastidito dalle continue insinuazioni fatte sul suo futuro e su quello del Torino, non lo ha negato neanche ieri in conferenza stampa prima della partenza per Bari. Calciomercato.com ha però intervistato uno degli allenatori entrati nel vortice della panchina granata, Salvatore Campilongo, ex allenatore dell'Empoli. Il Torino è in crisi, quale causa è preponderante? Tensione esterna, carenze d'organico o mancanza di motivazioni?
"Credo che al di là delle proteste dei tifosi, che di certo non hanno colpa, questo bailamme non giova all'ambiente. Detto questo purtroppo è mancata la continuità e la programmazione. Troppi giocatori nuovi ogni anno e troppi cambi anche a livello dirigenziale".

La politica low cost di Petrachi sembrava vincente sei mesi fa.
"Concordo, però Torino è una piazza grande ed ambiziosa. Chi gioca nel Toro deve avere gli attributi. Forse oltre agli emergenti ci voleva anche qualche innesto di esperienza, diciamo un giusto mix".

Sasa' Campilongo sulla panchina del Toro con che modulo partirebbe?
"Io parto dal 4-3-3, poi in corsa si puo' e si deve cambiare a seconda dei giocatori che hai. I miei successi alla Cavese li ho ottenuti con questo modulo, ad Avellino ho scelto il 4-2-3-1 con Sforzini terminale offensivo. Era un modulo più congeniale ai giocatori che avevo in rosa".

Il Toro dà lustro ma anche grandi responsabilità, se domani Cairo le telefonasse accetterebbe senza pensarci su un attimo?
"Io da calciatore ho giocato sempre in piazze calde, con tifoserie appassionate. Per me il pubblico del Toro sarebbe un grande stimolo. Io non temo queste situazioni. Se ai tifosi offri il gioco, il cuore e l'attaccamento alla maglia non hai nulla da temere".

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