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Il Toro ha scelto Abate: si ispira a De Zerbi, ecco come giocaTUTTO mercato WEB
© foto di Federico Serra
Oggi alle 07:00Primo Piano
di Federico Danesi
per Torinogranata.it

Il Toro ha scelto Abate: si ispira a De Zerbi, ecco come gioca

Il Toro ha scelto di nuovo Ignazio Abate, come 18 anni fa. E lui sta per scegliere di nuovo il Toro, manca giusto l'incontro decisivo e la successiva firma che porterà all'annuncio. Un allenatore Under 40 e alla sua prima esperienza in Serie A, anche se da giocatore l'ha vista e vissuta per molto tempo nel recente passato.

Non tutti lo ricordano, ma Abate ha superato con successo anche il corso per diventare direttore sportivo. Anzi, la sua idea iniziale, dopo aver appeso le scarpe al chiodo, era proprio quella di lavorare per lanciare i talenti del futuro, ma dietro ad una scrivania e non su una panchina. Come non tutti ricordano che in passato la sua strada si è già incrociata con quella di Giampiero Ventura. Era la stagione 2004/2005, lui aveva solo 18 anni ed era arrivato in prestito al Napoli che militava in Serie C. per 19 partite fu allenato proprio da Ventura, prima che il club cambiasse ingaggiando Edy Reja che poi aveva centrato la promozione.

Oggi i tempi sono cambiati: Ventura sta per tornare ufficialmente al Toro, idem Abate. Lo farà portandosi dietro l'esperienza al Milan prima, alla Ternana e soprattutto alla Juve Stabia poi. In fondo, per uno che ha allenato negli ultimi mesi in uno stadio dedicato a Romeo Menti, quasi destino rivedere il granata. Lui ha colto l'occasione al balzo, i tifosi ma anche giocatori dopo le iniziali titubanze l'hanno adottato in fretta.

Lui ha convinto tutti con la forza delle idee. Ha studiato molto i colleghi, uno su tutti: Roberto De Zerbi, come ha confermato di recente a Cronache di Spogliatoio. Non facile sostituire uno come Guido Pagliuca che a Castellammare ha lasciato una traccia profonda. Ma arrivare alle semifinali playoff in B dopo una stagione vissuta da protagonista assoluto e dopo aver valorizzato diversi giovani, a cominciare da Alessio Cacciamani che ritroverà nel Toro, ha convinto tutti.

Lo ha fatto con il suo gioco e le idee. Tutto parte dalla difesa a 3, nella quale però a turno uno dei due più esterni può fungere anche da braccetto in fascia, mentre il regista o comunque il centrpcampista con i piedi migliori scende a prendere palla fino alla linea bassa della difesa. da lì, in fase di impostazione, comincia una costruzione che punta giocoforza sugli esterni.

Ecco perché in realtà la mediana si muove sempre in linea con i due esterni. Un lavoro fondamentale è quello delle punta, una o due a seconda del modulo. Spetta a loro muoversi molto sul fronte offensivo per creare quegli spazi utili a creare superiorità numerica con l'inserimento di mezze ali ed esterni. In difesa, l'idea è quella di riconquistare in fretta palla impedendo scarichi veloci sui giocatori avversari, chiudendo tutte le linee di passaggio. Compattezza, giocatori concentrati al massimo in 30-40 metri e grande corsa. Il Toro di Abate sarà così.