È tempo di ripartire: Petrachi al lavoro sul nuovo progetto
Archiviata la stagione, in casa Torino è già tempo di guardare avanti e iniziare a programmare il prossimo campionato. Il primo nodo da sciogliere riguarda inevitabilmente la scelta dell’allenatore che guiderà il gruppo nella nuova annata. Una decisione fondamentale, dalla quale dipenderanno non soltanto l’identità tecnica della squadra, ma anche le strategie di mercato e la costruzione dell’intero "progetto" granata.
Il nome di Roberto D'Aversa resta ancora concreto nelle riflessioni della società. L’ex tecnico granata, arrivato in una fase delicata della stagione, è riuscito a migliorare sensibilmente il rendimento della squadra dopo mesi estremamente complicati sotto la gestione di Marco Baroni, il cui percorso si è rivelato molto al di sotto delle aspettative. Parlare semplicemente di stagione deficitaria, in quel caso, rischia quasi di essere riduttivo, considerando le difficoltà incontrate dal Torino soprattutto sul piano dell’identità di gioco, della continuità e della tenuta difensiva.
D’Aversa, invece, ha riportato ordine, carattere e una maggiore solidità mentale, riuscendo almeno in parte a ricompattare un ambiente che aveva perso entusiasmo. Nonostante questo, la sensazione è che la società stia valutando anche strade differenti, forse nella convinzione che per aprire un nuovo ciclo serva un profilo con idee diverse o maggiore esperienza nella gestione di progetti ambiziosi.
La scelta, però, non potrà essere rimandata troppo a lungo. Il Torino ha bisogno di programmare rapidamente il futuro, anche perché la rosa presenta diverse lacune strutturali che richiederanno interventi importanti sul mercato. Serviranno rinforzi in più reparti, soprattutto per aumentare qualità, profondità e affidabilità di un organico che, nel corso della stagione, ha mostrato limiti evidenti sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo della continuità.
A complicare ulteriormente il lavoro della dirigenza c’è anche la situazione economica. Il club non dispone di molte pedine sacrificabili sul mercato per generare plusvalenze significative e finanziare una campagna acquisti di alto livello. Alcuni giocatori potrebbero ricevere offerte importanti, ma il rischio è quello di indebolire ulteriormente una squadra che necessita invece di maggiore stabilità e di certezze tecniche.
Per questo motivo il lavoro di Gianluca Petrachi si preannuncia particolarmente delicato. Il direttore sportivo sarà chiamato a costruire un Torino più competitivo senza poter contare su grossi margini economici, cercando di individuare profili funzionali e sostenibili. Prima ancora del mercato, però, servirà una direzione chiara. E quella passerà inevitabilmente dalla panchina.






