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Soligo: "Ruberei a Zanetti la capacità di tenere il gruppo. Obiettivi importanti non spaventano"TUTTOmercatoWEB
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
venerdì 11 dicembre 2020, 13:37Focus
di Davide Marchiol
per Tuttoveneziasport.it

Soligo: "Ruberei a Zanetti la capacità di tenere il gruppo. Obiettivi importanti non spaventano"

Durante la chiaccherata fatta ai nostri microfoni (puoi rivederla cliccando qui), Evans Soligo ha parlato anche del suo futuro, anche se non sa ancora se sarà da allenatore o da dirigente: “Quando ho smesso di giocare è stata una fortuna un po’ inaspettata, non pensavo che una volta lasciato il campo giocato mi capitasse l’opportunità di fare l’allenatore, anche se il patentino UEFA B lo avevo preso ormai 5 anni fa e il cammino lo avevo iniziato. Ho cominciato ad affiancare Nicola Marangon ed è stata una fortuna, è responsabile della metodologia del Settore Giovanile e sta facendo un lavoro importante per la formazione dei nostri ragazzi. Per tutti gli anni che ho giocato ho dovuto riaprire il quaderno e riscrivere tante cose, perché per quanto i concetti possano essere simili cambia il modo di portarlo in campo e ai ragazzi. È una cosa che mi appassiona molto, poi però a inizio anno mi è capitata la possibilità di cambiare ruolo e la possibilità di vivere un’altra prospettiva lo trovo molto formativa, non so se sarà la mia strada definitiva, ma l’ho presa in modo tale da poter imparare il più possibile. Cosa ruberei a Zanetti? La capacità di tenere il gruppo, perché magari non hai la rosa più forte, ma creare una concorrenza sana all’interno del gruppo è fondamentale, è una cosa che ci ha contraddistinto anche con Inzaghi, riusciva a tenere l’intero gruppo pronto e si vedeva. Questa capacità di comunicare, la schiettezza nei rapporti è molto importante”.

A chi chiede se lottare per la Serie A possa intimorire i giocatori cosa rispondi? “Non spaventa, dev’essere una spinta in più, non capita tutte le annate la possibilità di poter lottare per obiettivi importanti. Un anno siamo arrivati ai Play-Off, poi gli anni dopo abbiamo visto come sono andati. Poter lottare in alto dev’essere una spinta per dare il massimo, non credo possa esserci quel timore di responsabilità. Poi non si avrebbe nulla da perdere, uno parte con un’idea, poi per bravura e fortuna si trova a lottare per obiettivi diversi e quindi deve perseguire nella possibilità di raggiungerli”.