Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Il dramma del Ninho do Urubu che ha sconvolto il Brasile

autore
Redazione TMW
Oggi alle 06:07Altre Notizie
autore Redazione TMW
13.10.2026 06:07Altre Notizie
Dieci ragazzi morti nel rogo del dormitorio-container abusivo avvenuto nelle prime ore del mattino di venerdì 8 febbraio 2019: sanzioni ignorate e zero colpevoli per la strage che ha sconvolto il calcio brasiliano.
Foto

Nel calcio brasiliano c’è un prima e un dopo l’8 febbraio 2019, quel venerdì all’alba, il fuoco ha divorato non solo una struttura, ma un’intera generazione di talenti.
L’incendio del Ninho do Urubu (il Nido dell'Avvoltoio), l'avveniristico centro sportivo del Club de Regatas do Flamengo, resta la pagina più drammatica e controversa del calcio sudamericano moderno, un bilancio atroce di dieci giovani calciatori morti, di età compresa tra i 14 e i 16 anni, rimasti intrappolati in un dormitorio abusivo.
A distanza di anni, quella ferita sanguina ancora nel cuore di Rio de Janeiro, sospesa tra il ricordo struggente delle "Dieci Garance" (Os Garotos do Ninho) e l'urlo sordo di famiglie che hanno chiesto a lungo una giustizia mai del tutto arrivata.

La dinamica: un corto circuito nella trappola di metallo

Le fiamme divampano intorno alle 5:00 del mattino nel centro di allenamento George Helal, a Vargem Grande.
A scatenare l'inferno è un cortocircuito all'impianto di aria condizionata di una delle stanze, sovraccaricato dagli sbalzi di tensione causati da una violenta tempesta tropicale abbattutasi su Rio nelle ore precedenti.
I ragazzi, ventisei in totale quella notte, dormono in una struttura modulare provvisoria composta da sei container metallici.
È una trappola perfetta, i pannelli di poliuretano espanso usati per l'isolamento termico prendono fuoco istantaneamente, sprigionando un fumo nero e altamente tossico, l'incendio blocca subito l'unico corridoio di uscita, mentre le finestre delle stanze, sbarrate da inferriate di sicurezza per prevenire i furti, impediscono qualsiasi fuga all'esterno. Tredici ragazzi riescono a salvarsi per miracolo, tre rimangono feriti, ma per dieci di loro non c'è scampo, muoiono asfissiati o carbonizzati nel sonno.

Chi erano i "Garotos do Ninho"

Erano adolescenti arrivati da ogni angolo del Brasile, scelti tra migliaia per vestire la maglia del club più tifato del Paese, promesse destinate al calcio professionistico, come il quindicenne Christian Esmerio, portiere titolare delle nazionali giovanili brasiliane e già nel mirino dei top club europei. Insieme a lui perdono la vita i difensori Arthur Vinícius (che avrebbe compiuto 15 anni il giorno successivo) e Pablo Henrique Matos, i portieri Bernardo Pisetta e Gedson Santos, gli esterni Jorge Eduardo Santos e Samuel Thomas Rosa, il mediano Rykelmo de Souza Vianna (16 anni, il più grande del gruppo) e gli attaccanti Athila Paixão e Vitor Isaías.

Lo scandalo dei container abusivi e il verdetto shock

Il dramma assume immediatamente i contorni dello scandalo quando le indagini della magistratura portano alla luce una fitta rete di negligenze gestionali, il comune di Rio de Janeiro rivela che l'area occupata dai container non possedeva alcuna licenza d'uso come dormitorio, nei registri catastali municipali quello spazio era adibito a semplice parcheggio.
Non solo, negli anni precedenti il Flamengo era stato sanzionato ben 31 volte dalle autorità locali per la mancanza di certificati antincendio adeguati, ma il club aveva continuato a usufruire della struttura provvisoria.
Nonostante la gravità delle risultanze investigative, l'iter giudiziario si è concluso con un verdetto che ha destato profonda indignazione nell'opinione pubblica, se da un lato il Flamengo ha chiuso nel tempo transazioni economiche private con quasi tutti i nuclei familiari per i risarcimenti civili, sul fronte penale la vicenda si è chiusa con un colpo di spugna.
La 36ª Corte Penale di Rio de Janeiro ha infatti assolto tutti i sette imputati, tra cui l'ex presidente del club Eduardo Bandeira de Mello e i tecnici responsabili della manutenzione, stabilendo l'insufficienza di prove per configurare una responsabilità penale diretta dei vertici societari nel disastro.
Il Flamengo ha intitolato ai dieci ragazzi i nuovi campi d'allenamento del centro sportivo, ma la sentenza ha lasciato l'amaro in bocca a un intero Paese.
Il rogo del Ninho do Urubu rimane il tragico promemoria di come, a volte, la corsa all'oro del calcio giovanile calpesti le più basilari regole della sicurezza e della vita umana.

Articoli correlati

Altre notizie Altre Notizie

Immagine editoriale di Raimondo De Magistris
Miracolo o illusione? E Gattuso avrà imparato dal passato? Dopo sei turni una sola certezza: dalla favola Lazio arriva una lezione per Juventus, Milan e Fiorentina
TMW Podcast
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile