Lutto nel giornalismo, trovato morto nella sua abitazione Andrea Tempestini
L'ultimo saluto, arrivato nel silenzio di una sera di fine settembre. Andrea Tempestini, 40 anni, vicedirettore e pilastro digitale di Libero, è stato trovato privo di vita nella sua abitazione milanese di via Belinzaghi.
Una notizia drammatica, un fulmine a ciel sereno che ha scosso nel profondo il mondo del giornalismo e lasciato attoniti colleghi e amici.
Era la sera di lunedì 28 settembre quando l'allarme, lanciato da un familiare preoccupato dal silenzio prolungato, ha fatto scattare i soccorsi. In pochi minuti la via, a due passi da piazzale Maciachini, si è riempita delle luci d'emergenza dei Vigili del Fuoco, delle ambulanze del 118 e delle pattuglie dei Carabinieri della stazione Porta Garibaldi.
Una volta varcata la soglia dell'appartamento, però, la speranza si è spenta: per il giornalista non c'era già più nulla da fare.
I primi rilievi, affidati alla Sezione investigazioni scientifiche dei militari, sembrano escludere l'ombra del crimine.
Sul corpo non sono stati rinvenuti segni di violenza né tracce di colluttazione, elementi che portano gli investigatori a escludere l'intervento di terze persone, le prossime ore e gli accertamenti medico-legali serviranno a fare piena luce sulle cause naturali del decesso, ma il dolore per una fine così prematura resta intatto.
Professionista dal 2010, Tempestini era un volto stimato e una mente brillante della nuova informazione. Dopo le esperienze con Il Sole 24 Ore e Rai Corporation, aveva legato il suo nome alla crescita digitale di Libero, guidando la redazione web con passione, rigore e una visione sempre proiettata al futuro.
La notizia della sua scomparsa ha sollevato un'ondata di commozione unanime.
Tra i primi a esprimere cordoglio è stato il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha voluto stringersi attorno alla famiglia e alla redazione ricordando la dedizione e il talento di un giovane professionista spezzatosi troppo presto.






