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Il vento sulla fascia e il vizio del gol, la leggenda di Aldo Maldera, il terzino gentiluomo

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Redazione TMW
Oggi alle 07:14Altre Notizie
autore Redazione TMW
15.10.2026 07:14Altre Notizie
Forza fisica, eleganza e quel sinistro fulminante che ha fatto la storia del calcio italiano negli anni '70 e '80. Storia e trionfi di Aldo Maldera III, il campione gentiluomo amato da tutto il mondo del pallone.
FotoTUTTOmercatoWEB

Ci sono falcate che non si dimenticano. Quelle che tagliano il campo in due, sfidando la polvere e la fatica, capaci di trasformare la fase difensiva nel primo atto di un'azione d'attacco. Aldo Maldera (conosciuto da tutti come Maldera III) non è stato semplicemente un calciatore; è stato l’architetto di un modo tutto nuovo di intendere il ruolo di terzino sinistro. Forza fisica travolgente, corsa fluida ed elegante che gli valse il soprannome di "Cavallo", unita a un sinistro fulminante che gonfiava la rete con la precisione di un attaccante di razza.
Nato a Milano il 14 ottobre 1953 e scomparso prematuramente nel 2012 a soli 58 anni, Maldera ha lasciato una firma indelebile nella storia del nostro calcio, legando il suo nome ai trionfi indimenticabili di Milan e Roma, prima di chiudere la carriera ai massimi livelli nella Fiorentina.

La Stella del Milan: l'asse d'oro con Gianni Rivera

Cresciuto nel settore giovanile del Milan, Maldera diventa rapidamente il padrone assoluto della fascia sinistra rossonera negli anni '70. È in questo periodo che nasce un vero e proprio "cult" tattico studiato da tutti gli allenatori dell’epoca: l'asse Rivera-Maldera. L'Abatino inventava e verticalizzava con il suo tocco felpato, "Cavallo" arrivava a rimorchio dalle retrovie, squarciando le difese avversarie.
La sua stagione di grazia coincide con lo storico Scudetto della Stella (1978-79) sotto la guida di Nils Liedholm. In quel campionato, Maldera realizza l'incredibile cifra di 9 reti, stabilendo un record personale straordinario per un difensore. Ma la vera statistica da capogiro è un'altra, tutti e nove i suoi gol portarono il Milan dallo 0-0 all'1-0, Aldo non arrotondava i risultati, Aldo sbloccava le partite, spostava gli equilibri e incendiava San Siro.

Il bis nella Capitale: il "Cavallo Giallorosso"

Nel 1982 le strade del Milan e di Maldera si separano, ma il destino gli riserva un altro appuntamento con la storia. Lo ritrova sempre lui, il "Barone" Nils Liedholm, che lo vuole fortemente a Roma.
Nella Capitale, Aldo si integra alla perfezione in un meccanismo perfetto al fianco di Falcao, Bruno Conti e Pruzzo.
Diventa immediatamente il "Cavallo Giallorosso", conquistando al primo colpo lo storico Scudetto del 1982-83, il secondo della storia romanista. A Roma gioca tre stagioni ad altissimo livello, collezionando oltre 110 presenze complessive e vincendo anche una Coppa Italia nel 1984, confermandosi leader silenzioso e idolo indiscusso della Curva Sud.
Il "Bomber" Roberto Pruzzo ha voluto ricordare l'amico e compagno di squadra con parole toccanti, sottolineando l'incredibile armonia di quel gruppo straordinario:

"Quella Roma era una famiglia, un modo di essere e di sentire a cui rimarrò legato per sempre. Alcuni di noi, come Agostino Di Bartolomei e Aldo Maldera, purtroppo non ci sono più. Questo è il gioco della vita, prima bellissimo e poi crudele. Ma ogni tanto ripenso a loro... Aldo era un professionista esemplare, un ragazzo straordinario che in campo mi metteva dei palloni solo da spingere in porta. Aver condiviso lo scudetto con lui è stato un privilegio"

La classe al servizio della Fiorentina

Le ultime stagioni della sua gloriosa parabola in Serie A si tingono di viola. Dal 1985 al 1987 si trasferisce alla Fiorentina, dove mette la sua immensa esperienza e la sua innata classe al servizio del club toscano prima di appendere gli scarpini al chiodo. Anche a Firenze, nonostante i problemi fisici iniziassero a farsi sentire, viene apprezzato per la sua straordinaria correttezza e signorilità dentro e fuori dal rettangolo verde.

Un pioniere moderno dal cuore d'oro

Con 10 presenze nella Nazionale maggiore e la partecipazione ai Mondiali del 1978, Aldo Maldera è stato probabilmente il primo prototipo in Italia di esterno a tutta fascia moderno, abile nel tackle in scivolata quanto nel cross millimetrico e nel tiro da fuori. Oltre ai numeri (50 gol totali in carriera) e ai trofei, la vera eredità di Maldera resta il ricordo condiviso da tifosi milanisti, romanisti e viola: quello di un autentico terzino gentiluomo, un campione d'altri tempi che ha saputo farsi amare ovunque con la forza della corsa e l'eleganza del carattere.

L'aneddoto dolce della figlia Desiree

“C’è poi un ricordo che custodisco come qualcosa di sacro. Poco prima di lasciarci, papà ci raccontò di aver fatto un sogno.
Disse che gli era apparso Agostino Di Bartolomei e che gli aveva detto: “Aldo, vieni con me.”
Ogni volta che ci penso sento un brivido dolce e profondo. Non ho mai cercato una spiegazione. Ho solo scelto di crederci, di tenerlo stretto nel cuore.
Mi piace immaginare che oggi siano insieme, a sorridere, a parlare di calcio, della loro Roma, della vita… e forse anche di noi”.

Desiree Maldera

Ieri avrebbe compiuto 73 anni Aldo Maldera (14 ottobre 1953 - 1° agosto 2012) , grande terzino di Milan, Roma, Fiorentina e Nazionale Italiana.
Ci ha lasciato ieri, il 14 ottobre del 2012.

Augurissimi Aldo, ovunque tu sia

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Immagine editoriale di Lorenzo Di Benedetto
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