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Ascoli, un anno da sogno: come Passeri, Patti e Tomei hanno riportato i bianconeri in Serie B
Oggi alle 09:00Primo Piano
di Tutto Ascoli Redazione
per Tuttoascolicalcio.it

Ascoli, un anno da sogno: come Passeri, Patti e Tomei hanno riportato i bianconeri in Serie B

Dodici mesi possono sembrare pochi nel calcio moderno, soprattutto quando una società si trova a dover ricostruire credibilità, entusiasmo e ambizioni dopo stagioni difficili. Eppure, in appena un anno, l’Ascoli è riuscito a trasformare una fase di incertezza in una delle pagine più esaltanti della propria storia recente.

L’11 giugno 2025 ha rappresentato una data spartiacque per il club bianconero. L’ingresso della famiglia Passeri alla guida della società ha segnato l’inizio di un nuovo corso, caratterizzato da idee chiare, programmazione e una forte volontà di restituire centralità a una delle piazze più prestigiose del calcio italiano.

Quello che inizialmente appariva come un progetto destinato a svilupparsi nel medio periodo si è invece trasformato in una straordinaria cavalcata culminata con il ritorno in Serie B attraverso la vittoria dei playoff.

La rivoluzione silenziosa che ha cambiato il destino dell’Ascoli

Fin dal primo giorno, la nuova proprietà ha trasmesso un messaggio preciso. Non soltanto investimenti e sostenibilità economica, ma soprattutto una visione fondata sul legame con il territorio, sulla valorizzazione delle competenze e sulla costruzione di un'identità forte.

La scelta di affidare l’area tecnica a Matteo Patti si è rivelata immediatamente strategica. Il direttore sportivo ha lavorato con lucidità e competenza nella costruzione di una rosa equilibrata, capace di coniugare esperienza, qualità e spirito di sacrificio.

Altrettanto importante è stata la decisione di puntare su Francesco Tomei. L’ex collaboratore di Eusebio Di Francesco arrivava ad Ascoli senza il clamore riservato ai tecnici più mediatici, ma con una reputazione consolidata tra gli addetti ai lavori. Le sue precedenti esperienze avevano già evidenziato capacità tattiche e qualità nella gestione del gruppo, caratteristiche che nel corso della stagione sono emerse con forza.

Il risultato è stato un Ascoli organizzato, aggressivo e difficile da affrontare. Una squadra che ha saputo costruire la propria identità settimana dopo settimana, fino a diventare una delle formazioni più complete dell’intera Serie C.

Dal sogno alla realtà: entusiasmo, risultati e una promozione meritata

Se c’è un elemento che ha accompagnato la crescita dell’Ascoli durante tutta la stagione, è stato senza dubbio il ritorno dell’entusiasmo.

La piazza bianconera, storicamente passionale e legata alla squadra, aveva bisogno di ritrovare fiducia e orgoglio. La nuova proprietà è riuscita a riaccendere quella scintilla che sembrava essersi affievolita negli ultimi anni, creando un clima di unità tra società, squadra e tifoseria.

I risultati sul campo hanno fatto il resto.

Nel momento decisivo della stagione, quando la pressione aumentava e la corsa alla promozione entrava nella sua fase più delicata, l’Ascoli ha mostrato il meglio del proprio repertorio. I quattordici risultati utili consecutivi ottenuti nella fase finale della regular season non sono stati frutto del caso, ma la conseguenza di un lavoro tecnico e mentale di altissimo livello.

La squadra ha saputo reagire alle difficoltà, rimontare in classifica e restare in corsa fino all’ultimo per la promozione diretta. Anche quando il primo posto è sfumato, il gruppo non ha perso convinzione.

I playoff hanno certificato definitivamente la maturità raggiunta. Prestazioni autorevoli, una solidità impressionante e vittorie pesanti, come il netto 4-0 rifilato al Catania, hanno confermato la superiorità di una squadra arrivata agli spareggi nel momento migliore della stagione.

La vittoria finale contro l’Union Brescia ha rappresentato il coronamento perfetto di un percorso iniziato appena dodici mesi prima.

Oggi l’Ascoli si ritrova in Serie B grazie a una combinazione rara nel calcio: una proprietà ambiziosa, una dirigenza competente, una guida tecnica illuminata e una tifoseria tornata a credere nel proprio futuro.

Un anno fa era iniziato un progetto. Oggi quel progetto ha già prodotto il primo grande capolavoro.