Ferguson nel mirino: l'Atalanta sonda il leader del Bologna, vecchio pallino di Sarri
L'Atalanta pensa al colpo a centrocampo e ha messo gli occhi su Lewis Ferguson. Il centrocampista scozzese del Bologna, reduce dal Mondiale, è finito nel mirino della Dea, pronta a sfruttare la liquidità del mercato in uscita per regalare a Maurizio Sarri un innesto di qualità in mediana.
IL PROFILO - Arrivato dall'Aberdeen, lo scozzese si è imposto negli anni come una delle pedine più preziose del Bologna. Il salto di qualità sotto la gestione di Thiago Motta lo aveva issato tra i migliori centrocampisti della Serie A, prima che i problemi fisici e qualche difficoltà tecnico-tattica ne frenassero la corsa. Resta comunque un giocatore di valore, un classe 1999 che il mercato non ha mai smesso di corteggiare.
LA MOSSA DELLA DEA - Sul centrocampista, già rientrato dagli Stati Uniti, si sono mossi i Rangers di Glasgow – come riferisce Il Resto del Carlino –, ma non solo. C'è infatti anche un sondaggio dell'Atalanta che, dopo aver ceduto Marco Palestra ed Éderson, dispone di ampia liquidità ed è pronta a un colpo a effetto. Ferguson era già stato nei piani di Sarri ai tempi della Lazio: l'approdo del tecnico toscano sulla panchina nerazzurra avrebbe così riacceso la pista. Non a caso il giocatore, prima di partire per il Mondiale, aveva lasciato Bologna fissando un appuntamento a luglio per fare il punto e valutare l'interesse di grandi club o della Premier.
NON SOLO ATALANTA - La concorrenza, però, non manca. Oltre ai nerazzurri e ai Rangers, anche la Roma ha chiesto informazioni sullo scozzese: i giallorossi hanno individuato in Manu Koné il possibile sacrificato per sistemare il bilancio, e Ferguson rientra tra i nomi buoni per rimpiazzarlo.
LA RICHIESTA DEL BOLOGNA - Per il suo leader di centrocampo il Bologna non fa sconti: la valutazione si aggira sui 20 milioni di euro più bonus. Molto dipenderà dal vertice di luglio tra giocatore, società e allenatore, ma intanto i due club di Serie A hanno già cominciato a muovere i primi passi.
Per la Dea, reduce dalle cessioni pesanti, è l'occasione di affondare in un reparto destinato comunque a cambiare pelle. Luglio dirà se il sondaggio diventerà qualcosa di più.
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