Kristensen, l'Atalanta pensa al gigante dell'Udinese
L'Atalanta cerca in Friuli il tassello per blindare la retroguardia: tramontata la pista Mario Gila, i nerazzurri hanno acceso i riflettori su Thomas Kristensen dell'Udinese. Un cambio di obiettivo che nasce da necessità precise e che porta la dirigenza a bussare alla porta di un club, quello bianconero, storicamente abile nel valorizzare i propri difensori.
IL DOPO-GILA - Il mancato assalto allo spagnolo ha imposto una virata immediata. Con quella corsia chiusa, la Dea ha rimodulato le proprie priorità e ha individuato nel centrale friulano il profilo su cui puntare per irrobustire il reparto arretrato. Un nome che si inserisce a pieno titolo nella ricerca di un nuovo perno per la difesa nerazzurra.
IL PROFILO DI KRISTENSEN - Le caratteristiche spiegano l'interesse. Con i suoi 198 centimetri, il difensore mette insieme una fisicità imponente e discrete doti in fase di costruzione, un mix che ne ha fatto uno dei punti fermi della retroguardia dell'Udinese, soprattutto sotto la guida di Kosta Runjaić. In tre annate in bianconero ha totalizzato 78 presenze, arricchite da 4 reti e un assist: numeri che raccontano anche la sua capacità di farsi sentire sui calci piazzati. Un rendimento che ha proiettato Kristensen tra i centrali più affidabili dell'ultimo biennio di Serie A.
LA RICHIESTA DELL'UDINESE - Il nodo, come sempre, è quello economico. I friulani non hanno alcuna intenzione di lasciarlo partire senza combattere e fissano l'asticella intorno ai 20 milioni di euro – come riferisce TuttoUdinese.it –, una soglia che potrebbe essere raggiunta anche tramite la formula del prestito oneroso con obbligo di riscatto. Una valutazione pesante, che l'Atalanta dovrà soppesare con attenzione.
LO SCENARIO - Il futuro, dunque, resta da scrivere. Bisognerà capire se, dopo aver mancato Mario Gila, i nerazzurri affonderanno il colpo già nelle prossime settimane, oppure se il centrale resterà anche nella prossima stagione un elemento cardine del progetto tecnico friulano.
Il pressing è appena cominciato, la valutazione pure. Ora la palla passa alla dirigenza orobica, chiamata a decidere se quella di Udine è davvero la strada giusta per la difesa di domani.
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