De Ketelaere brilla al Mondiale, ma Pellegatti non lo rimpiange
Il cammino mondiale di Charles De Ketelaere si è fermato ai quarti di finale: il suo Belgio è stato piegato 2-1 dalla Spagna nella serata di ieri, e non è bastata la rete del fantasista dell'Atalanta a evitare l'eliminazione. Un'uscita di scena amara, ma addolcita da una prova ancora una volta di sostanza.
TRE GOL IN DUE PARTITE - La firma contro le Furie Rosse regala comunque un piccolo primato personale: per De Ketelaere è il terzo centro della rassegna iridata, un timbro che pesa e che racconta un torneo di alto profilo per il classe 2001.
DAL SIGILLO AGLI OTTAVI ALLA DEA - Prima della Spagna erano arrivati i due gol rifilati agli Stati Uniti negli ottavi, a coronamento di un percorso convincente. Un Mondiale da protagonista che si somma a tre stagioni positive con l'Atalanta, alle quali va aggiunta la prima parte dell'ultima, brillante soprattutto sul piano dei numeri.
IL NODO MILAN - Proprio il rendimento mostrato a Bergamo ha alimentato, in casa rossonera, il rammarico di una fetta dell'ambiente — tra tifosi e addetti ai lavori — convinta che la cessione del 2023, maturata dopo la prima annata italiana di Charles De Ketelaere, sia stata una scelta affrettata.
LA VOCE DI PELLEGATTI - Non la pensa così Carlo Pellegatti. Sul suo canale YouTube il noto giornalista milanista ha chiarito di non inserire il belga tra i suoi rimpianti: «per me non è un rimpianto», ha tagliato corto. Pur riconoscendo il buon torneo e «un bel gol da centravanti», il cronista confessa di non lasciarsi coinvolgere: osserva come, anche nella notte spagnola, l'attaccante «non ha esultato» e ammette senza giri di parole che quel giocatore «non mi sa trasmettere niente». Un giudizio dichiaratamente personale, con tanto di premessa: chi lo apprezza, sottolinea, ha tutte le sue ragioni.
Gusti a parte, i numeri del Mondiale consegnano all'Atalanta un De Ketelaere in fiducia e nel pieno della maturità, pronto a ripartire dopo un'estate da assoluto protagonista.
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