Raspadori carica l'Atalanta: “Il sogno Nazionale passa da Bergamo”
Grinta, lavoro e un obiettivo azzurro che resta sullo sfondo ma non si spegne mai. Giacomo Raspadori si racconta e descrive la sua Atalanta come una squadra che vive di intensità e sacrificio, valori che l'attaccante dice di aver percepito da avversario molto prima di indossare la maglia nerazzurra. È da qui, dal cuore combattivo della Dea, che parte il suo discorso sul nuovo ciclo bergamasco.
LO SPIRITO DELLA DEA - Il primo tema è l'identità del club. Raspadori riconosce nella squadra un tratto distintivo, quasi genetico: «Fa parte del DNA dell'Atalanta», spiega, ricordando come da rivale avesse sempre avvertito la voglia dei nerazzurri di lottare su ogni pallone e di curare con la stessa dedizione entrambe le fasi di gioco. Un gruppo grintoso, secondo l'attaccante, che oggi può contare su interpreti pronti a un grande lavoro di corsa e pressione.
IL 4-3-3 DI SARRI - C'è poi il capitolo tattico, con la squadra alle prese con il sistema di gioco introdotto dal nuovo tecnico. Qui Raspadori si affida alla propria esperienza: si definisce fortunato per gli allenatori incontrati in carriera, dai quali dice di aver imparato molto, convinto che ci sia sempre qualcosa di nuovo da assorbire. Il segreto, per lui, è uno solo: «Serve solo lavorare». Ambientarsi al nuovo modulo di Sarri richiederà tempo, ammette, ma i suoi traguardi sono sempre arrivati attraverso il sudore quotidiano.
IL PENSIERO AZZURRO - Impossibile non toccare il tema della Nazionale, un desiderio che Raspadori non nasconde. L'attaccante lo definisce un grande obiettivo, ma inserito in una precisa gerarchia di priorità: «Passa sempre attraverso l'Atalanta». Il messaggio è netto: prima vengono la squadra e le sue basi per il futuro, poi verrà tutto il resto, purché il gruppo sappia dare tutto in campo.
«SO DI POTER FARE DI PIÙ» - Infine il bilancio personale, affrontato senza giri di parole. Raspadori riconosce di non aver ancora mostrato per intero il proprio potenziale nei primi mesi a Bergamo, ma respinge ogni pessimismo: è convinto che il duro lavoro possa regalare grandi soddisfazioni. L'orizzonte è chiaro, quello di costruire qualcosa di importante nel nuovo corso: «Il nostro obiettivo è essere la miglior versione di noi stessi».
Parole che raccontano un giocatore deciso a prendersi la scena, in una Atalanta che riparte da zero con Sarri in panchina. Il resto, promette Raspadori, lo dirà il lavoro.
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