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Dea, il centravanti non è un problema: Sarri ha quattro soluzioniTUTTOmercatoWEB
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Oggi alle 07:30Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Dea, il centravanti non è un problema: Sarri ha quattro soluzioni

Scamacca e Krstović le opzioni naturali, ma Raspadori e De Ketelaere allargano il ventaglio: quattro identikit diversi per un solo ruolo

Il reparto avanzato dell'Atalanta non è mai stato così presidiato. Servirà intervenire in altre zone del campo, questo è certo, ma sul ruolo di centravanti Maurizio Sarri può contare su una profondità di rosa e su una gamma di sfumature tattiche difficilmente riscontrabili nella storia recente del club: quattro attaccanti in grado di occupare il vertice offensivo, ciascuno con un vocabolario diverso.

DUE NATURALI, DUE ADATTABILI - Le opzioni di ruolo sono Gianluca Scamacca e Nikola Krstović, i due che quella casella la occupano per vocazione. Ma il tecnico toscano dispone anche di Giacomo Raspadori, che da prima punta ha già giocato in passato sfruttando prontezza di esecuzione e qualità dentro l'area, e di Charles De Ketelaere, impiegato saltuariamente e spesso per necessità come nove di movimento, ma esploso proprio lì al Mondiale nordamericano: dopo un avvio in sordina, il belga ha firmato una doppietta agli Stati Uniti e la rete del temporaneo 1-1 contro la Spagna, prima che il sigillo di Mikel Merino spedisse in semifinale la Roja, poi campione del mondo. Nessun doppione, dunque, ma profili complementari dentro una precisa idea di attacco, da calibrare sui momenti della partita.

SCAMACCA, LO STOCCATORE - Il romano è una prima punta di fisico e soprattutto di tecnica, talvolta poco mobile, ma con abilità balistiche formidabili dalla media e dalla lunga distanza, prestanza nel gioco aereo e precisione nelle sponde. Il limite è la discontinuità, il potenziale è enorme e il calcio propositivo del nuovo allenatore può esaltarlo. Nell'ultima stagione ha messo insieme 14 reti in 38 partite, 10 delle quali in 24 presenze di campionato, alternando lampi di talento cristallino a periodi di rendimento opaco.

KRSTOVIĆ, PRESSING E SACRIFICIO - Il montenegrino interpreta il ruolo in modo opposto. Ringhia sul portatore, svaria continuamente, si sacrifica lungo tutto il fronte offensivo. Usa muscoli e temperamento per guadagnarsi spazio in area, non concede tregua ed è particolarmente adatto anche a partita in corso, per la rapidità con cui entra nel clima della gara. Nel 2025/26 ha realizzato 12 gol in 49 gare complessive — uno in Coppa Italia con il Lecce — e 10 in 33 presenze in Serie A.

RASPADORI, IL PEPERINO - Nel 4-3-3 iniziale l'emiliano partirebbe da punta esterna a sinistra, con licenza di accentrarsi. Ma sa fare anche il centravanti atipico, alla Mertens per intenderci: difende palla, smista, mette al servizio della squadra una tecnica sopraffina e in area unisce fiuto, opportunismo e velocità di esecuzione. Un'arma micidiale contro difese vigorose ma compassate, un effetto sorpresa da giocarsi in certe serate. Nel 2025/26 in nerazzurro ha firmato 3 reti in 16 presenze, tutte in campionato nei 13 gettoni disponibili: da lui ci si attende un'impennata realizzativa.

DE KETELAERE, CLASSE E MOVIMENTO - Il belga occuperà di norma la corsia destra, il suo habitat, per affondare in profondità o rientrare e calciare col mancino. Ma il Mondiale ne ha certificato la conversione: nel Belgio di Rudi Garcia ha agito da falso nueve e da prima punta effettiva, imponendo centralmente progressione, dribbling e assalti improvvisi. In area, di testa e sulle incursioni per raccogliere i cross dal fondo, sa farsi rispettare per tempismo e capacità di graffiare sotto misura. Tre gol in America dopo un avvio spento; nel 2025/26 solo 5 centri in 42 partite, 3 nelle 31 di campionato. Uno score da migliorare.

Quattro identikit, insomma, per una sola casella. Con la possibilità di variare il copione a seconda dell'avversario e della piega del match: un lusso che, per Sarri, può tradursi in imprevedibilità pura.

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