L'Atalanta ribalta l'Arezzo: la scossa di Maldini ed Ederson cambia la partita
Al Centro Bortolotti l'Atalanta ribalta l'Arezzo per 3-2 dopo un avvio che sembrava aver già scritto la serata: sotto di due reti al 7', la squadra di Sarri torna dagli spogliatoi con un altro piglio e nel giro di poco più di venti minuti rovescia il tabellino. Tre gol nella ripresa, tutti figli dell'impatto di chi è entrato a gara in corso: il modo migliore per leggere un test che, fino all'intervallo, raccontava tutt'altro.
L'AVVIO CHE NON TI ASPETTI - Il primo pallone lo muovono gli ospiti e al 2' hanno già cambiato il volto alla partita: Arena riceve, si sistema e disegna un sinistro a giro che si infila alle spalle di Carnesecchi. Cinque minuti più tardi arriva il raddoppio, sugli sviluppi di un corner: Illanes sale più in alto di tutti e batte ancora il portiere nerazzurro. Zero a due dopo sei minuti effettivi, con una difesa dalle distanze lunghe che nei primi due palloni pericolosi ha concesso due reti. Un dato che, in una gara di preparazione, pesa più del risultato.
UN PRIMO TEMPO SENZA SBOCCHI - La reazione della Dea è volenterosa ma sterile. Al 12' Seculin respinge la conclusione di Raspadori, al 22' Samardžić accende l'unica giocata di pregio della frazione — due avversari saltati, poi il pallone che scappa via — e al 26' il destro dalla distanza dell'attaccante viene deviato in angolo. L'Arezzo, invece, continua a mordere: al 38' Cerri sfiora il palo con un tiro a giro, al 39' il tentativo di Sala finisce in corner. Al 40' il primo cambio nerazzurro, con Sulemana per Zalewski: un segnale, più che un aggiustamento.
LA SVOLTA IN AVVIO DI RIPRESA - Sarri rivoluziona l'undici all'intervallo, e la partita cambia inerzia dopo tre minuti. Al 48' Sulemana si inventa una conclusione a giro dalla distanza che sorprende Seculin: 1-2, e da lì in poi la gara ha un padrone solo. Il gol arriva proprio da chi era entrato per primo, quasi a certificare che il problema non era il talento in campo ma il ritmo con cui lo si utilizzava.
I CAMBI DECIDONO TUTTO - Al 62' Sarri manda dentro De Roon, Ederson, Maldini e Kossounou, e passano due minuti: al 64' Maldini serve Ederson, che non perdona e firma il 2-2. Il centrocampista brasiliano, appena rientrato alla base, mette in campo quella verticalità che nel primo tempo era mancata del tutto: è lui a conquistare il corner del sorpasso, con Maldini a pennellare sul primo palo e Krstović ad anticipare tutti di testa al 71'. Rimonta completata, e per il montenegrino una dedica che vale più di un gol in amichevole: la figlia Nika, nata proprio oggi.
IL FINALE, TRA GESTIONE E BRIVIDI - Con il vantaggio in tasca la Dea prova ad allungare: al 79' Maldini calcia largo, all'81' Trombini è decisivo sulla conclusione di Krstović servito dallo stesso Maldini. L'Arezzo, però, non alza bandiera bianca e all'89' sfiora il pari con un colpo di testa di Cianci che accarezza il palo. Dopo due minuti di recupero arriva il fischio finale, con la squadra di casa capace di piegare i toscani reduci dallo scalpo del Napoli.
Resta un test da leggere con le lenti di fine luglio: la fragilità dei primi sette minuti è il cantiere aperto, la reazione della ripresa il segnale incoraggiante. Con i nazionali che rientrano alla spicciolata e la rosa che comincia a somigliare a se stessa, la strada verso Rotterdam e Gelsenkirchen passa da qui.
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