Esposito-Cagliari, rottura totale: l'Atalanta resta alla finestra
Il legame tra Sebastiano Esposito e il Cagliari sembra ormai spezzato in modo definitivo, e l'Atalanta osserva a distanza ravvicinata. Dopo l'allontanamento dal ritiro di Ponte di Legno, l'attaccante non si è ripresentato alla ripresa dei lavori, coerentemente con il certificato medico di dieci giorni per stress emotivo e ansia recapitato alla società nei giorni scorsi. Un braccio di ferro che si inasprisce di ora in ora.
LA LINEA DURA DEL CLUB - Alla trattenuta del venti per cento dello stipendio mensile lordo, già formalizzata, la società rossoblù ha aggiunto un ulteriore passaggio: la convocazione del giocatore per una visita con un medico di propria fiducia. Il contenzioso, nato dal mancato accordo sull'adeguamento contrattuale chiesto dall'entourage, sta scivolando sempre più chiaramente sul terreno legale. E Sebastiano Esposito ha cinque giorni per opporsi al provvedimento disciplinare.
MELIS NON FA SCONTI - Durante la presentazione della squadra a Pula, l'amministratore delegato e direttore generale Stefano Melis ha scelto la strada del confronto aperto: «Siamo rimasti sorpresi e delusi dell'evoluzione di questa situazione», ha esordito, ricordando come il club si fosse mosso in anticipo con l'agente nonostante un contratto firmato l'anno scorso e valido fino al 2030, arrivando a formalizzare una proposta che avrebbe collocato il giocatore fra i più pagati della rosa. Il giudizio sul comportamento successivo è netto: «qualcosa di più simile a un tentativo di estorsione». Sul certificato presentato, poi, il dirigente non usa mezzi termini: «un certificato medico dal contenuto quantomeno imbarazzante».
LA VALUTAZIONE E IL NODO INTER - Sul mercato la posizione sarda non arretra: il cartellino non viene valutato meno di quindici milioni di euro, cifra che il Cagliari non intende ritoccare al ribasso – secondo quanto riferisce TuttoCagliari.net –, anche perché dall'operazione incasserebbe soltanto il sessanta per cento del totale, con il restante quaranta destinato all'Inter. Un vincolo che spiega la rigidità della richiesta, già emersa quando la prima proposta bergamasca era stata rispedita al mittente.
I DETTAGLI ANCORA APERTI - I contatti con i nerazzurri proseguono, ma l'intesa resta lontana. Da definire ci sono anche le commissioni dell'operazione, capitolo delicato nel dialogo con il procuratore Mario Giuffredi, che segue pure gli interessi di Gianluca Gaetano. Per agevolare il confronto sarebbe entrato in scena un intermediario, mentre sullo sfondo resta acceso l'interesse del Torino, che monitora ogni sviluppo. Nel frattempo Esposito vive una condizione sospesa fra sanzioni e trattative.
La separazione appare l'unico epilogo possibile. Resta da capire chi la pagherà, e quanto.
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