Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club
tmw / atalanta / Primo Piano
Rowe, il no del Bologna ha un precedente: si chiama LucumíTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 13:03Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Rowe, il no del Bologna ha un precedente: si chiama Lucumí

Respinti 35 milioni più bonus: con Sartori gli emiliani hanno già chiuso le due cessioni pesanti dell'estate

L'assalto dell'Atalanta a Jonathan Rowe si è infranto su una linea che a Bologna conoscono bene. La proprietà nerazzurra ha messo sul piatto 35 milioni di euro più bonus per l'esterno offensivo ex Olympique Marsiglia, una cifra che avrebbe fruttato una plusvalenza pesante su un giocatore rilevato dodici mesi fa per venti. Eppure, a poco più di sette giorni dalla chiusura della finestra estiva, la risposta emiliana non è cambiata di una virgola.

LE PAROLE DI DI VAIO - A mettere il timbro sulla posizione del club ci ha pensato il direttore sportivo Marco Di Vaio: «È un giocatore importante per noi che ha fatto vedere le sue qualità nella seconda parte della stagione». Nessuna apertura nemmeno sul piano della fattibilità tecnica: «Noi pensiamo al bene della squadra e vogliamo tenerla competitiva per questo campionato che sarà difficile». Tradotto, Di Vaio considera irrealizzabile smontare il reparto offensivo a sei giorni dai titoli di coda del mercato.

LE DUE CESSIONI GIÀ FATTE - Il punto vero, però, sta nei conti già chiusi. In estate il Bologna ha lasciato partire Jhon Lucumí, finito alla Juventus per 19,5 milioni a un anno dalla scadenza, e Santiago Castro, volato a Roma per una cifra vicina ai 36 milioni: un attaccante prelevato due anni e mezzo fa per quindici. Ai due addii pesanti si sono aggiunti quelli di Ravaglia, Aebischer e Fabbian, con un incasso complessivo attorno agli 80 milioni. Poco più di quaranta sono stati reinvestiti, e i nomi di maggior peso in entrata rispondono ad Amondarain, Piccoli e Dovbyk.

LA REGOLA DI SARTORI - Da qui nasce lo scetticismo sull'esito della trattativa. Perché nell'era di Giovanni Sartori il Bologna ha seguito una liturgia costante: due big sacrificati per ogni sessione estiva, non uno di più. Nell'estate del doppio colpo salutarono Riccardo Calafiori, destinazione Arsenal, e Joshua Zirkzee, accasatosi al Manchester United; dodici mesi dopo toccò a Sam Beukema, passato al Napoli, e a Dan Ndoye, finito al Nottingham Forest. Quest'anno la quota è già stata raggiunta, e la proposta bergamasca da 35 milioni più bonus non sembra sufficiente a far saltare lo schema.

IL PRECEDENTE SUNDERLAND - C'è poi un episodio che vale più di qualsiasi dichiarazione. Un anno fa, di questi tempi, fu lo stesso Lucumí a chiedere il trasferimento al Sunderland: si trovò davanti lo stesso muro contro cui oggi si sta scontrando l'Atalanta. Con una differenza non secondaria: sostituire Rowe a mercato quasi concluso sarebbe un'impresa tecnica prima ancora che economica.

Restano pochi giorni. Ma la storia recente del Bologna racconta che questa porta, ormai, è chiusa.

© Riproduzione Riservata

Altre notizie