ESCLUSIVA TA - Albanese: “Non mi stupirebbe che l'Atalanta possa mettere a segno negli ultimi giorni di mercato colpi importanti”
A margine della sfida di Serie C andata in scena all'AlbinoLeffe Stadium di Zanica tra Folgore Caratese e Dolomiti Bellunesi lunedì scorso, TuttoAtalanta.com ha incontrato in esclusiva Giovanni Albanese, penna della Gazzetta dello Sport ed ex Sportitalia, da anni sul pezzo su più fronti e in particolare al seguito di Juventus e Torino. Un confronto piacevole e a tutto campo, nel quale il giornalista ha parlato delle mosse sotto traccia della dirigenza nerazzurra, capace di chiudere l'operazione Elmas quasi a sorpresa, della collocazione della Dea in una Serie A ridisegnata, dei tempi necessari perché le idee di Maurizio Sarri entrino nelle gambe della squadra e del caso Alajbegović, il talento bosniaco a lungo corteggiato da Bergamo e finito alla Juventus.
Che tipo di mercato si può ancora aspettare l'Atalanta, con un dirigente come Giuntoli abituato a lavorare in silenzio?
«L'Atalanta ha dei radar, frutto di operazioni sotto traccia, come lui è abituato a fare: non mi stupirebbe che l'Atalanta possa mettere a segno all'improvviso dei colpi importanti. Basta vedere come ha chiuso Elmas. Inoltre ha già collaborato con Sarri e lo conosce bene: credo che sia un tandem di assoluto livello ai nastri di partenza di questa nuova Serie A».
Dove si può collocare questa Atalanta in campionato?
«Sicuramente sarà un'Atalanta che può giocare e che può competere per arrivare nelle prime sei posizioni. Il campionato è lungo, è una Serie A che si è ridisegnata e tutte le squadre di vertice si sono attrezzate. Anche se sono onesto nel dire che, in questo momento, l'Inter ai nastri di partenza sembra veramente poter essere ancora la squadra da battere, anche con le ultime operazioni di mercato messe a segno: molto competitiva per riuscire a emergere in questa stagione. Sicuramente le coppe europee saranno fondamentali, nel bene o nel male, per alcune squadre, per quanto possa essere poi il cammino in campionato».
In vista della sfida tra Atalanta e Juventus, che equilibrio si aspetta tra due squadre entrambe in costruzione?
«Sicuramente la Juventus ha qualcosa da affinare in termini di meccanismi di gioco e di tattica, perché è comunque una squadra che si sta perfezionando anche sotto l'aspetto della rosa e del mercato. L'Atalanta migliore la vedremo tra due o tre mesi, quando saranno sempre più consolidate quelle che sono le idee e i meccanismi di gioco tattici di Maurizio Sarri. È un'Atalanta che giustamente ha cambiato modo di lavorare e che avrà bisogno di tempo per poter assimilare la qualità che sulla carta ha, dal punto di vista tecnico, per dire la sua in questo campionato. Ha valori tecnici importanti, quindi mi aspetto una gara abbastanza equilibrata tra le due squadre».
Kerim Alajbegović è stato seguito per settimane dall'Atalanta, che ha visto inserirsi anche il Chelsea prima del sorpasso bianconero: per la Dea è stata un'occasione mancata?
«No, è stata brava la Juventus ad assicurarselo. È un talento di grande prospettiva, che avrà comunque bisogno di adattarsi a quelli che sono i ritmi della nostra Serie A. È un ragazzo che ha dimostrato grande talento, quindi è sicuramente un giocatore su cui la Juventus punterà».
Un'analisi lucida, quella di Albanese, che restituisce l'immagine di un'Atalanta destinata a crescere con il tempo e di una dirigenza pronta a colpire quando meno lo si aspetta. Il messaggio, in fondo, è quello di un tandem di assoluto livello ai nastri di partenza: serviranno pazienza e qualche settimana di lavoro, poi si vedrà la vera Dea di Sarri.
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