Atalanta, le pagelle: Samardžić al 96', Carnesecchi tiene in piedi la Dea
ATALANTA-BOLOGNA 1-0 (p.t. 0-0)
90'+6' Samardzic (A)
CARNESECCHI, voto 7
Il Bologna produce molto più di quanto concluda, ma ogni volta che trova lo specchio se lo ritrova davanti: risponde a Cambiaghi all'8', respinge la bordata di Bernardeschi al 17' urlando alla difesa di accorciare, vola all'angolino sullo stesso avversario all'89', quando un gol avrebbe chiuso i conti. Resta il brivido dell'84', un'uscita spericolata che regala palla a Moro con la porta sguarnita: si salva perché il rimpallo lo perdona. Reattivo.
ZAPPACOSTA, voto 6
Sufficienza sofferta, guadagnata più con la testa che con le gambe: Alhassane lo prende a uomo e vince gran parte dei duelli, ma lui non perde mai la posizione e sceglie con criterio quando alzarsi. Suo il cross che al 27' taglia l'area per Raspadori, sua la sponda che al 41' libera l'unica conclusione nerazzurra del primo tempo. Sul lampo di Ferguson al 44', però, la marcatura su Bernardeschi è troppo morbida. Diligente.
KOSSOUNOU, voto 5,5
La scivolata su Piccoli è il gesto che strappa l'applauso dell'Arena e racconta la sua serata migliore, fatta di corpo e tempismo contro un attacco che gira di continuo. Ma nell'azione del 52' resta piantato mentre Cambiaghi rientra e scarica il destro sul palo: un'esitazione che poteva costare la partita. In costruzione è il più frettoloso del reparto. Discontinuo.
SCALVINI, voto 6
Nel primo tempo la manovra da dietro gli si inceppa tra i piedi, e al 44' l'errore in impostazione spalanca a Ferguson il gol che solo Carnesecchi e la bandierina cancellano. Cresce però alla distanza: regge su Piccoli, poi su Dovbyk, e all'82' spazza via il traversone di Zortea con la freddezza che era mancata prima. Resiliente.
KOLAŠINAC, voto 6
Il piano del Bologna, con i terzini alti a schiacciare gli esterni, gli toglie ogni possibilità di alzare il baricentro: dietro non commette errori gravi, davanti non consegna un cross utile in ottanta minuti. Una prestazione senza macchie e senza contributo, chiusa con le riserve esaurite. Bloccato.
Dal 78' BELLANOVA, voto 6
Entra a partita bloccata e all'86' ci mette il corpo sulla conclusione di Dovbyk: un intervento che, alla luce del finale, vale quanto una giocata offensiva. Utile.
PAŠALIĆ, voto 6
Con i compagni di reparto in affanno nel non possesso, si prende il compito di correre per due: accorcia, raddoppia, va a prendere Odgaard quando nessuno lo trova. In fase di costruzione perde inevitabilmente lucidità, ma la combinazione nello stretto con Scamacca al 13' e l'assist di prima per il tiro del 41' restano gli unici sprazzi di calcio ragionato. Laborioso.
GAETANO, voto 5,5
Pobega e Ferguson gli chiudono la ricezione e lui non trova mai un'alternativa: nessuna verticalizzazione, nessuna rottura di linea, appoggi orizzontali e compitino. In un centrocampo che subisce il palleggio avversario serviva qualcuno che alzasse la testa: le braccia allargate di Sarri in panchina sono il commento più eloquente. Anonimo.
EDERSON, voto 5,5
Da possibile partente a capitano nel giro di poche settimane, ma la fascia non basta a farlo esistere: Ferguson lo segue quasi a uomo e lui non prova mai a smarcarsi in anticipo, restando fuori dal gioco per interi blocchi di partita. Pochissimi palloni toccati, nessuna giocata che alzi il livello. Impalpabile.
Dal 68' SAMARDŽIĆ, voto 7
Per venticinque minuti si limita a far girare il pallone senza spostare l'inerzia, poi al 96' fa l'unica cosa che nessuno stava più provando: calcia da fuori, con Heggem che lo guarda e Skorupski sorpreso sul palo di competenza. Il tiro non è irresistibile, la lettura del momento sì. Risolutivo.
DE KETELAERE, voto 5,5
Comincia con il recupero e il dribbling su Heggem del 3', poi spreca tutto con un cross che si perde sul fondo: fuoco di paglia. Alhassane lo marca a uomo e lui smette di cercare lo smarcamento preventivo, vagando tra le linee senza mai ricevere in posizione utile. In avvio di ripresa sbaglia due appoggi elementari e il cambio diventa inevitabile. Smarrito.
Dal 55' ELMAS, voto 6
Si offre con continuità e prova a spezzare il ritmo, ma trova sempre il muro norvegese davanti e nessun compagno che accompagni la giocata. Volenteroso.
SCAMACCA, voto 5
Heggem e Helland lo accompagnano ovunque e gli tolgono l'ossigeno: quando prova a farsi trovare tra le linee arriva sempre una chiusura in anticipo, quando lo cercano con il lancio lungo diventa un piano B che il suo allenatore detesta. L'unico guizzo è la conclusione dal limite del 41', troppo debole per impensierire Skorupski. Ingabbiato.
Dal 68' KRSTOVIĆ, voto 5
Venti minuti in cui l'unica traccia lasciata è la spinta su Helland a palla lontana che al 73' gli costa il giallo: nervosismo che non serve a una squadra in cerca di lucidità. Nervoso.
RASPADORI, voto 5
Al 27' prova a rompere l'egemonia rossoblù con un destro potente da posizione defilata, l'unico segnale di vita dell'attacco nerazzurro nella prima mezz'ora. Poi si accende a intermittenza e nella ripresa scompare del tutto, perdendo anche i riferimenti nella fase di non possesso. Intermittente.
Dal 56' ZALEWSKI, voto 6
Il suo ingresso restituisce all'Atalanta l'equilibrio che mancava sulla catena esterna: raddoppia sul portatore, accorcia le distanze con il centrocampo e limita le sortite del Bologna. Poco appariscente, molto funzionale. Ordinato.
SARRI, voto 6
Novanta minuti in cui la sua Atalanta non si riconosce: 32% di possesso, quindici conclusioni concesse, marcature di reparto ancora da assimilare e un'uscita palla che regala troppo. La strigliata dell'intervallo qualcosa produce, perché la ripresa è più combattiva, e i cambi allungano la squadra senza cambiare lo spartito. Ma il gol lo firma un subentrato e, con due gare su due vinte, la Dea vola a quota sei in classifica. Il risultato lo protegge, la prestazione gli dice quanto lavoro resti. Concreto.
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