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Giuntoli difende Sarri: "Gli diamo il tempo che serve"
Oggi alle 17:45Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Giuntoli difende Sarri: "Gli diamo il tempo che serve"

Il dirigente prima dell'Allianz Stadium: crescita a scalini e fiducia piena nel tecnico

Cristiano Giuntoli ha scelto la via della chiarezza nel presentare ai microfoni di Dazn la sfida delle 18 all'Allianz Stadium. Il direttore sportivo nerazzurro ha respinto ogni ipotesi di impazienza nei confronti dell'allenatore, rivendicando la bontà della strada intrapresa in questo avvio di stagione.

IL RAPPORTO CON IL TECNICO - Sul legame con l'allenatore il dirigente parte dai sentimenti personali, parlando di «grande stima, rispetto e amicizia di lunga data». Riconosce però che il contesto non aiuta chi deve costruire: «è chiaro che di tempo ce n'è sempre meno, a volte si vuole tutto e subito». Una fotografia del calcio contemporaneo che vale ben oltre il caso specifico.

NESSUN DUBBIO SUL PROGETTO - La posizione della società è però netta e non ammette letture alternative: «siamo in un percorso, siamo convinti di fare le cose nel modo giusto, pensiamo che Maurizio possa essere molto importante per noi e gli diamo il tempo che serve». Un attestato pubblico che arriva nel momento più delicato, dopo un avvio che ha generato qualche mugugno attorno alla squadra di Maurizio Sarri.

UNA CRESCITA A SCALINI - Sull'avanzamento del nuovo corso il dirigente usa un'immagine efficace: «La crescita avviene sempre a scale, non è mai diretta e dritta». Nessun percorso lineare, dunque, ma progressi intervallati da inevitabili battute d'arresto. Il riferimento all'ultimo turno è esplicito: nonostante il risultato negativo, la prestazione viene giudicata positivamente e la direzione resta quella corretta. Da qui la curiosità per la risposta che il gruppo saprà dare in un test impegnativo come quello di Torino.

IL PASSATO BIANCONERO - Inevitabile un passaggio sui due calciatori che stanno rendendo bene con la maglia della squadra che affronterà stasera, entrambi arrivati durante la sua gestione a Torino. La sua replica a chi gli chiede se abbia avuto poco tempo è una difesa del metodo: «Dobbiamo dare tempo a questi ragazzi che sono giovani o vengono da altri campionati, ci vuole pazienza». Nessun rimpianto, però, e un riconoscimento a chi lo ha voluto a Bergamo: il pensiero, dice, va all'Atalanta e alla famiglia Percassi.

Un messaggio doppio, dunque: pazienza per chi arriva da fuori e fiducia totale a chi siede in panchina. Anche perché gli incroci di Torino riguardano lui più di chiunque altro.

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