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Scalvini rinnova e si racconta: "Per me l'Atalanta è una vera e propria famiglia"
Oggi alle 13:30Primo Piano
di Redazione TuttoAtalanta.com
per Tuttoatalanta.com

Scalvini rinnova e si racconta: "Per me l'Atalanta è una vera e propria famiglia"

Ai canali ufficiali del club Giorgio Scalvini festeggia il prolungamento: i ringraziamenti alla società, i ricordi di Zingonia, la notte di Dublino e il grazie ai tifosi

Una firma che sa di casa. Dopo il prolungamento di contratto annunciato dal club nerazzurro, Giorgio Scalvini ha affidato ai microfoni ufficiali dell'Atalanta le sue prime parole da rinnovato. Il difensore, cresciuto nel settore giovanile bergamasco, ha ringraziato la proprietà e la dirigenza, ha ripercorso il cammino dai campi del vivaio fino alla prima squadra, ha indicato i ricordi più belli — la conquista dell'Europa League e l'esordio in Serie A — e ha dedicato un passaggio sentito ai tifosi e al significato che per lui ha il marchio nerazzurro. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Giorgio, quali sono le prime sensazioni dopo la firma sul rinnovo?
«Sono felicissimo, sono contentissimo. Ci tengo a ringraziare la società, la famiglia Percassi e Pagliuca, e in modo particolare Luca Percassi, con cui ho instaurato anche un rapporto più stretto: mi ha visto crescere da quando ero bambino fino ad ora. Poi il nuovo direttore è stato importante per questo rinnovo».

C'è qualcun altro che sente di dover ringraziare in questo momento?
«Ci tengo a ringraziare tanto tutti i mister e i compagni che ho avuto nel settore giovanile, fino a quelli che poi ho avuto ovviamente anche in prima squadra. Con loro ho passato non solo bei momenti, ma anche momenti in cui sono cresciuto e ho imparato tante cose: sono quelle che mi hanno permesso di essere ora la persona e il calciatore che sono».

Se dovesse scegliere i ricordi più belli di questo percorso, quali metterebbe sul gradino più alto?
«A livello collettivo la vittoria dell'Europa League è stata sicuramente la cosa più bella, il gradino più alto per me e penso anche per l'Atalanta: una notte indimenticabile. A livello individuale anche l'esordio in Serie A era stato qualcosa di fantastico, un sogno che si realizzava. Sono dei primi anni che ero qua all'Atalanta: sono bellissimi, bellissimi ricordi».

Da ragazzo del vivaio a punto fermo della prima squadra: se lo sarebbe mai immaginato?
«È molto emozionante vedere queste cose all'inizio e poi pensare a dove sono adesso. Ovviamente non l'avrei mai pensato: sicuramente l'ho sognato, ma era difficile da immaginare, come hai detto tu. Era molto bello quando ci allenavamo e c'era solo una siepe a dividerci dalla prima squadra, ogni tanto arrivava qualche pallone così. Era molto bello, e no, non l'avrei mai pensato, però sicuramente è un sogno. Penso che ogni bambino che inizia a giocare per l'Atalanta possa sognarlo, e sarebbe bellissimo che qualcun altro lo realizzi: è un augurio che posso fare a tutti i bambini che giocano qua, a tutti i ragazzi. È una cosa fantastica di cui vado molto orgoglioso».

Che cosa si sente di dire alla gente che riempie la New Balance Arena e vi segue ovunque?
«I nostri tifosi sono fantastici, e anche loro, nei momenti un po' più difficili per me e per la squadra, sono sempre al nostro fianco a supportarci: a loro va un grazie. Posso assicurare che personalmente, e anche a livello di squadra, onoriamo sempre quello che è il nostro marchio, ovvero la maglia sudata sempre. Indipendentemente da qualsiasi cosa, cerchiamo sempre di dare il 100% per ripagare tutto il supporto che ci danno, ed è fantastico sia in trasferta ma soprattutto in casa».

Scalvini, che cosa rappresenta oggi l'Atalanta per lei?
«Per me l'Atalanta è una vera e propria famiglia, perché mi sento veramente a casa con tutte le persone che lavorano anche dietro le quinte, oltre a quelle che si vedono, magari i compagni e lo staff. Mi sono sempre trovato benissimo: quando ero giovane tante persone mi aiutavano a integrarmi o comunque a imparare tante cose, adesso che sono un po' più su di età e di esperienza cerco di dare una mano, ma allo stesso tempo cerco di farmi aiutare. In questo momento sono veramente felice e sono anche molto orgoglioso, e cercherò sempre di dare il massimo in campo».

Un racconto semplice e sincero, fatto di gratitudine e di appartenenza: Scalvini lega ancora il suo nome a Bergamo e lo fa con lo sguardo di chi quella maglia l'ha inseguita da bambino oltre una siepe di Zingonia. Ora la parola torna al campo, con la ripresa degli allenamenti e il rientro scaglionato dei nazionali che accompagneranno la Dea verso la ripartenza.

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