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Sarri-Atalanta, un binomio vincente che entusiasma (anche) lo spogliatoio nerazzurroTUTTOmercatoWEB
Oggi alle 07:49Serie A
di Filippo Davide Di Santo

Sarri-Atalanta, un binomio vincente che entusiasma (anche) lo spogliatoio nerazzurro

Entusiasmo e ambizione e sono due elementi che non solo vanno a braccetto, ma tendono a coinvolgere veramente tutti. Vincere aiuta a vincere, e dimostrare di voler stare ai piani alti comporta sempre stimoli e tanta curiosità, in una continua ricerca della consacrazione. L’arrivo di Maurizio Sarri all’Atalanta può essere paragonato a quello di Phil Jackson nel 1999 ai Los Angeles Lakers. Cos’ha in comune l’approdo dell’ex tecnico del Napoli a Bergamo con uno dei coach più vincenti nella storia della NBA? Risposta facile: la voglia di vincere. I gialloviola venivano da stagioni caratterizzate da alti e bassi e dalla continua caccia all’anello. Lla proprietà puntò proprio su Jackson per aprire un ciclo vincente: un mister navigato, ambizioso e che aveva scritto la storia a Chicago con MJ, Pippen e Rodman. Il suo arrivo scatenò l’entusiasmo di Shaq e Kobe Bryant (che si allenarono in maniera diversa e più intensa) e di tantissimi veterani che trovarono la convinzione per credere nel progetto e, successivamente, dare vita a una dinastia. Che si possa aprire una “dinastia” anche all’Atalanta con Sarri è tutto da veder, visto che il campo ha sempre l’ultima parola, ma l’aria che si respira a Bergamo con l’arrivo di Maurizio Sarri è molto simile a quella: un tecnico navigato e che ha già vinto, scelto per tornare a vincere. Il binomio Sarri-Atalanta, con Giuntoli e la società al suo fianco, non ha soltanto entusiasmato i critici e gli addetti ai lavori, ma anche i giocatori. Su tutti Marten De Roon e Isak Hien (impegnati al Mondiale con le loro Nazionali) dove hanno dichiarato di essere entusiasti del suo arrivo: un umore che rispecchia fedelmente l’attuale stato d’animo dello spogliatoio nerazzurro, esattamente come accadde ai gialloviola nel 1999. E in tutto questo non manca neppure il parallelo della rivoluzione tattica, sospesa tra “l’attacco a triangolo” e il 4-3-3. Certo, l’entusiasmo da solo non basta per vincere e la qualità servirà anche in ottica campagna acquisti, però l’inizio di una nuova era atalantina si respira da parte di tutti. Si vince insieme e si perde insieme ma, soprattutto, parafrasando Jackson e associando il concetto al lavoro di Sarri: “Non si tratta di quante stelle hai, ma di come quelle stelle decidono di connettersi tra loro”. Esattamente quello che serve all’Atalanta.