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Un mese di mercato: quattro italiani acquistati per fare (forse) i titolari. E gli altri?TUTTOmercatoWEB
Oggi alle 07:53Serie A
di Andrea Losapio

Un mese di mercato: quattro italiani acquistati per fare (forse) i titolari. E gli altri?

I freddi numeri parlano chiaro: le prime dieci in campionato hanno acquistato solamente quattro giocatori italiani per essere messi nelle rotazioni
Tra le prime dieci della scorsa stagione, solamente quattro hanno acquistato quattro italiani. È facile riempirsi la bocca di scelte impopolari, di Roberto Mancini e di Paolo Maldini, oppure degli errori di Malagò e di Gravina. Intanto i club si fanno bellamente gli affari loro: un acquisto da parte dell'Atalanta, Gianluca Gaetano, uno dal Como, Mattia Liberali. Poi Provedel, dalla Lazio all'Inter, per 3,5 milioni. La Juventus ha preso in prospettiva Ekhator - e non si sa se lo cederà, probabilmente sì, non sarebbe da introdurre nella lista. Fine. Almeno per quelli che dovrebbero - potrebbero - essere almeno coinvolti nelle rotazioni, non giocatori di seconda fascia che difficilmente diventeranno titolari.

"Abbiamo problemi con le liste"

Sono le parole di Cesc Fabregas che, però, piuttosto non acquista giocatori italiani se non appunto Liberali. Poi Kaiki, Milla e Cuenca. "Abbiamo difficoltà per la Champions, per le liste UEFA. Noi non abbiamo una cantera forte, abbiamo delle limitazioni e potremmo giocare con 16-17 giocatori in Champions". Vero, ma è anche vero che per la Primavera i lariani hanno investito diversi milioni nella passata annata, acquistando calciatori. Potrebbe lanciare quelli, almeno in alcune partite.

Lo scoglio è duro

Facile parlare di termini e di possibilità, quando i primi a non credere agli italiani sono i nostri dirigenti. Che imbottiscono le squadre piene di calciatori di 25-27-30 anni con stipendi alti e che poi non riescono a cedere. Ed è esattamente la fotografia delle nostre squadre, costrette a rimandare le cessioni perché nessuno vuole gente iper pagata che nell'anno precedente ha fatto pochino per dimostrare il valore assegnatogli.