Uno strano caso da VAR. Gol di Di Carmine con la Dea era da annullare
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Simone Bernabei
Simone Bernabei
sabato 7 dicembre 2019, 18:05Archivio 2019
autore Simone Bernabei
07.12.2019 18:05Archivio 2019
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Atalanta-Verona 3-2 (23' Di Carmine, 44' Malinovskyi, 58' Di Carmine, 64' Muriel, 90+3' Djimsiti)
Al minuto 23 della sfida fra Atalanta e Verona del Gewiss Stadium gli ospiti sono passati in vantaggio grazie alla rete di Samuel Di Carmine. Un gol particolarmente contestato dai padroni di casa per via di una duplice situazione: l'attaccante scaligero segna su assist di Faraoni da fallo laterale e proprio la rimessa in gioco resta al centro di diverse polemiche. Per la presunta presenza in campo di due palloni (quello rimesso in gioco da Faraoni, ma pure quello sulla linea in mano a Rrahmani pochi metri più indietro), così come per la posizione effettiva da cui viene fatto ripartire il gioco. Perché anche se il pallone tenuto in mano da Rrahmani fosse stato considerato fuori dal campo (ma anche questa affermazione è da valutare) e quindi ininfluente, a lasciar perplessi è la posizione da cui Faraoni fa ripartire il gioco. Perché immagini alla mano il punto esatto da cui è uscito il pallone è quello in cui si trova proprio Rrahamani e non quello da cui batte Faraoni, addirittura 7 metri più avanti.
L'arbitro Valeri assegna il gol, Di Bello e De Meo al VAR approvano la decisione e la partita riprende dal risultato di 0-1. Ma come detto, immagini alla mano e per una doppia motivazione, la rete dell'Hellas poteva essere annullata.
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