Moviola - Confusa ed imprecisa la direzione di gara del signor Di Martino
Molto confusa e poco precisa la direzione di gara del signor Antonio Di Martino di Giulianova nella gara tra Pro Vercelli ed Avellino.
In una partita nervosissima, con due squadre pronto a tutto pur di vincere lo scontro salvezza, il fischietto giuliese non è riuscito a dirigere la gara in modo sereno e autoritario, lasciando troppo correre in situazioni in cui un estrazione di un cartellino giallo avrebbe dato un segnale forte alla gara.
Maggiori episodi dubbi concentrati nella prima frazione con i padroni di casa della Pro Vercelli che reclamano ben tre rigori; uno al 4' minuto di gioco, quando su uno spiovente dalla destra di Ghiglione con successiva conclusione aerea di Reginaldo la palla carambola sul braccio del difensore biancoverde Morero. Tocco giudicato involontario dal direttore di gara. Rigore che secondo gli addetti ai lavori poteva starci.
Seconda protesta per un secondo penalty non concesso, meno evidente, al 30' quando Morra approfitta di un altro cross dello scatenato Ghiglione. Su Morra, appena entrato in aria, arriva di forza Kresic che ci mette il fisico e spazza via.
Nonostante le fumose proteste, questa volta non sembrano esserci gli estremi per il calcio di rigore.
Terzo rigore richiesto dalla Pro Vercelli al 42' della prima frazione quando Morero in piena area di rigore interviene in modo scomposto su Morra, prendendo però soltando il pallone. Qui nessun dubbio, rigore a dir poco inesistente.
Giusta l'espulsione per l'allenatore della Pro Vercelli Grassadonia per proteste eccessive al 40'.
Nella seconda frazione ben pochi episodi da segnalare, con il signor Di Martino che sembra riuscir finalmente a prendere
in mano la gara. L'unica protesta degli avellinesi arriva al 42' del secondo tempo quando Laverone riesce ad inserirsi bene
sull'out destro trovando lo spazio per far partire un preciso cross per Ardemagni che cade in aria sotto gli occhi del direttore di gara che indica di rialzarsi. Rigore inesistente per i lupi in questa occasione nonostante le proteste, con Ardemagni che si lascia cadere troppo facilmente.


