Taccone: "Foscarini dipende dal futuro societario, ci sono 4 gruppi interessati. La squadra all'80% è fatta. Abbonamenti e ritiro..."
Dopo la presentazione dell'app prende la parola Walter Taccone per affrontare argomenti a 360° partendo dall'incontro avvenuto questa mattina, come anticipavamo ieri, con Foscarini e i suoi giudizi sulla suddetta app: "Anche Foscarini ha visto questa app, gli è piaciuta molto e servirà a lui e i suoi collaboratori per pianificare gli allenamenti e monitorare i giocatori. Oggi non sappiamo ancora se io sarò al timone della società in maniera autonoma o dovrò dialogare con un'altra persona. Stamattina ho parlato con Foscarini in maniera piacevole, mi ha dato le sue impressioni su alcune cose che non sono andate nel corso della stagione. Ci sono 4 gruppi di imprenditori che aspettano una mia risposta ma devo essere sicuro che chi viene e prenderà in mano l'Avellino non deve far fallire la società dopo un anno, sto valutando la serietà delle proposte, se un imprenditore mi convince dirò 'sì'. Sono disposto a regalare il mio 80% per entrare in società e darmi una mano nella gestione economia della squadra. La salvezza posso conquistarla da solo, se deve entrare qualcuno dobbiamo alzare l'asticella e puntare a qualcosa in piu'. Ci siamo presi qualche giorno di attesa, tra 7-8 giorni ci incontreremo e faremo le nostre valutazioni in base alla decisione del futuro societario. Ma l'Avellino si iscriverà in ogni caso, mai stati dubbi.
Ce ne sono 2 di imprenditori che conosco personalmente che mi ispirano piu' fiducia, gli altri 2 sono gruppi esteri che mi sono stati proposti, non li conosco e devo fare le mie valutazioni. Uno di questi gruppi mi ha chiesto di restare con una quota minoritaria e restare come presidente, anche perché loro non sono irpini e vogliono che io rimanga come immagine della società. Uno mi convince piu' dell'altro, ma non è un problema economico. Il direttore De Vito ed io abbiamo comunque già una squadra definita e fatta per l'80%, a prescindere da chi verrà, il resto dipende dagli investitori. Pecorini e Falasco restano, Ngawa e Migliorini restano, se uno va via arriverà un sostituto all'altezza; a centrocampo abbiamo cinque dei nostri di proprietà; in attacco restano Castaldo, Ardemagni e Mokulu.
Il nuovo stadio? Nessuno viene qui per costruirlo, uno di questi avrebbe anche la possibilità di farlo e far parte del fondo di proprietà senza fare gare pubbliche, ma a lui chiederemmo di lasciare all'Avellino una parte di quello che gli resta in tasca. I nostri debiti? Dobbiamo essere bravi noi a rientrare nella prossima gestione, non chi arriverà. Ho pagato 300 mila euro Morosini, 200 mila Cabezas per sei mesi, Marchizza 180 mila euro, per accontentare qualcuno ho speso piu' del dovuto e non lo avrei mai fatto da solo. Cacciando soldi quindi puoi anche retrocedere, non per forza vai bene. Ora basta buttare soldi, gestiamoli in maniera oculata come fatto fino all'anno scorso. Gubitosa mi frenava, è stato un magnifico socio aiutandomi anche a non fare pazzie, quest'anno da solo ho fatto anche delle sciocchezze e mi prendo le mie responsabilità".
Gli viene chiesto come mai finora tutte le cordate non hanno completato l'acquisizione della società: "A parlare son tutti bravi, quando arriva il momento di mettere mano alla tasca poi tutti ci pensano non una ma cento volte, e non è un problema di debiti ma di investimenti, perché i soldi che si mettono nella squadra vengono buttati, non si recuperano mai. Nel calcio, come dice Stirpe, è facilissimo entrare e quasi impossibile uscire. In Italia ci sono forse 10 squadre che fanno soldi con il calcio, gli altri buttano sempre soldi".
Siete sicuri delle qualità dei calciatori che abbiamo in rosa visto l'andamento della stagione?
"Secondo Foscarini, cominciando con questo organico nuovamente una stagione, avremmo fatto i playoff. Per il processo di Catanzaro, per gli infortuni, per distrazioni varie, la squadra non ha reso come avrebbe potuto, saremmo stati ampiamente da ottavo posto. Ma lo zoccolo duro resta, integrato perfettamente possiamo fare bene".
Lei cederebbe la società interamente se lo chiedessero?
"Il 100% non lo cedo, l'ho sempre detto, anche a fronte di offerte economiche importanti, perché in nove anni ho fatto la seconda storia dell'Avellino e non intendo regalarla a nessuno. Ho un impegno morale nei confronti della città e non abbandono la nave, mi prendo questo merito anche se qualcuno non me lo riconosce".
La situazione stadio con il Comune a che punto è?
"L'atto già firmato ha sancito quello che è stato già chiarito, nonostante le vespe che pungolano, abbiamo avuto ragione su tutto. Abbiamo speso 800 mila euro di lavori e ne sono stati riconosciuti 240 mila, su questo abbiamo perso ma per il resto abbiamo concordato su tutto e raggiunto un accordo di massima, firmato dal segretario del Comune, ora dobbiamo solo stabilire gli ultimi dettagli di quanto dobbiamo ancora al Comune. Rateizzeremo la spesa e chiudiamo qui la vicenda".
Massimiliano Taccone rientrerà in società?
"E' dimissionario rispetto alla Figc ma ha un rapporto di consulenza con l'Avellino, per questo lo vedete in panchina. Lui non vuole lasciarmi da solo, vede che spendo tanto ma sono sicuro che non resterò da solo, quindi si può tranquillizzare. Per ora resta direttore generale, se arriverà un nuovo socio che ne vuole un altro, rinuncia al suo posto e si dimette, senza problemi".
Come state programmando la prossima stagione?
"Insieme al ds abbiamo chiuso la squadra sulla carta ma se entra un nuovo socio avrà voce in capitolo se vuole cambiare allenatore, direttore generale, calciatori. Gli abbonamenti li pianifichiamo nei prossimi giorni, probabilmente inizieremo già dalla prossima settimana. Una banca tedesca ci ha proposto il finanziamento degli abbonamenti così che i tifosi possano rateizzare i costi a zero interessi, per farsi conoscere in Italia. Per il ritiro, io resterei in Irpinia al 100% ma ancora non abbiamo deciso se ad Ariano (ci andiamo oggi e visitiamo il centro) o a Sturno".
Quali errori secondo lei hanno complicato la stagione e da evitare in futuro?
"Il nostro ds dice di non prendere mai piu' giocatori che non dicono subito 'sì': abbiamo pregato Tavano per un mese per convincerlo e non ha fatto bene; abbiamo pregato Togni e sapete come è andata; abbiamo pregato Morosini e si è fatto male, abbiamo pregato Marchizza e così via. Sono stato in Belgio parlando con società importanti, mi hanno detto subito sì per i calciatori interessati a venire da noi, e ci muoveremo sempre in questa maniera ora".
Il sogno nel cassetto resta sempre lo stesso...
"Io metto la faccia, nessuno deve fare il furbo, chi deve dire qualcosa parli apertamente come faccio io senza nascondersi".
La Sidigas potrebbe ancora dare una mano importante?
"Un mio sogno sarebbe quello di una società irpina come quella di De Cesare al nostro fianco. Lo stimo, ha dimostrato sul campo le sue capacità, non so come andrà perché è consigliato in maniere diverse ma anche in questo caso non devo pregare troppo alcun imprenditore, chi vuole aiutarci decide subito. E nel caso di De Cesare i debiti non gli interessano. Sarebbe davvero una benedizione per la nostra provincia averlo nel calcio".


