Circelli: "Ho salvato l'Avellino e lo farò di nuovo. Pronti i soldi Sidigas e per gli stipendi, voglio quelli di Izzo"
Ecco le dichiarazioni di Nicola Circelli, nel corso della sua conferenza stampa al Partenio-Lombardi. Parole di fuoco nei confronti di Luigi Izzo e Aniello Martone.
Rileggi il live della conferenza stampa.
"Mi sono state rivolte delle accuse, in maniera costruita. Mi ritrovo a venire allo stadio con molto coraggio, nonostante mi avessero avvisato che i tifosi fossero qui. Con rabbia hanno picchiato contro la mia macchina. I tifosi seguono una sola campana, una direzione unica. Va bene così. Sono venuto qui per Di Matteo, che ha anticipato la caparra per prendere l'Avellino. Non per Martone. Sono stato chiamato per un investimento in un club per progetti ben precisi, non è una città dove si possono fare soldi, ma neppure se ne possono rimettere tanti. Di Matteo ha espresso di fare il presidente mettendo più soldi di tutti. A Martone non stava bene tutto questo. Tre giorni prima di andare dal notaio ha fatto ritirare Izzo.
Non sono un milionario, Izzo invece si è presentato come persona con capacità economiche illimitate. Tre giorni prima della firma si è ritirato dalla trattativa, io mi sono presentato dal notaio con il commercialista. Lui vedendo solo la mia presenza mi disse che non si sarebbe potuto fare l'atto notarile, allora presi altri cinque giorni di tempo, con Polcino abbiamo trovato soci e siamo andati da Izzo per chiedere la procura a cedere le sue quote ai nuovi investitori, ricevendo il suo via libera. Allora ho preso l'Avellino, sono andato da Izzo e gli ho chiesto le quote. Lui mi disse che ormai aveva un piede nell'IDC e che non sarebbe uscito. A questo punto ho dovuto dire ai miei nuovi soci che tutto sarebbe saltato, e lì ho capito che personaggi sono Izzo e Martone.
Ho chiesto che Martone non facesse il direttore generale, Izzo mi ha risposto di volere un altro 5% e che avrebbe voluto fare il presidente cacciando 700mila euro fino a fine stagione. Siamo arrivati al giorno della firma del contratto di Capuano, che io non ho condiviso. Me lo sono ritrovato in ufficio, a Izzo ho detto prenditi gli impegni e firma il contratto. Ci fu un battibecco, Capuano iniziò a chiedere spiegazioni, io lo rassicurai e gli dissi che sicuramente l'avremmo depositato. Il sabato ci vedemmo a casa di Izzo, lui spavaldamente disse che avremmo dovuto mettere uno o due milioni, poi rientrando dopo aver fumato una sigaretta mi disse che non si divertiva più con l’Avellino e che mi avrebbe ceduto le quote. Il giorno dopo si fece il giro allo stadio con la sciarpa al collo, restammo tutti basiti viste le sue parole della sera prima, pensammo che volesse salutare prima di togliere il disturbo.
A Martone ho detto visto che firmo io confrontiamoci sulle cose, lui mi rispose “se io trovo i soldi, tu te ne vai?”. A quel punto lo invitai a lasciare l’ufficio, lui mi rispose che io non ero il suo presidente, io contraccambiai con “Tu non sei il mio direttore”. Ho firmato i contratti di primi rinforzi senza battere ciglio, compreso quello di Federico. Mi dissero che Martone fece il pazzo, che lo avevo scavalcato, che non mi aveva autorizzato a procedere all’ingaggio. Gli dissi di andare via. La sedia? Non è vero nulla, al massimo ne ha spinto una verso il muro. Da quel momento in poi sono nate guerre interne mediatiche.
E’ stato fatto di tutto per mettermi la piazza contro, anche da parte della stampa, criticando le mie possibilità economiche. Mi reputo un imprenditore che sa cosa può fare economicamente, se sono venuto ad Avellino è perché potevo portare avanti il progetto senza problemi, purtroppo ho trovato personaggi del genere sul mio cammino. Io per non creare altri problemi, dopo aver parlato nel corso di una trasmissione televisiva creando una situazione spiacevole, ho detto a Izzo di darmi quello che ho messo per andare via. Questo è durato dieci giorni, siamo stati chiamati dai tifosi, io ho fatto due ore di macchina, lui non si è presentato. Io ho detto sempre la verità, ho spiegato le mie ragioni in mezzo a 30 tifosi. Lui non lo ha fatto, facendo credere che lui fosse quello che con facilità ci avrebbe liquidato con quattro spiccioli, ma evidentemente ha difficoltà a tirare fuori anche questi quattro spiccioli, perché è alla ricerca di gente da inserire in società. Io ho sempre ammesso i miei limiti e la necessità di portare soci.
Mi sono sentito dire che faccio estorsioni, ricatti, che ho avuto precedenti a Campobasso, che lui si è sentito con il presidente a Campobasso che lo ha confortato, che poi è lui l’implicato nelle truffe delle banche vicentine. Ha negato di avere pendenze nei miei confronti, io gli ho inviato il decreto ingiuntivo che pende nei suoi confronti. Izzo più di una volta si è permesso di dire cose pesanti sul mio conto e quindi l’ho querelato. Trovo Izzo instabile. Sono stato definito metastasi del calcio italiano ed è la cosa che mi ha ferito di più, un’offesa forte e cattiva per denigrare una persona mettendola contro la piazza. Ci è riuscito quando volevo fare una conferenza stampa e lui ha fatto arrivare la notizia ai tifosi.
Izzo mi ha fatto un’offerta di 117 mila euro: 27 mila a me, 90 alla Innovation Football. Dicendo poi che avrebbe saldato Di Matteo, che solo a me ha chiesto garanzie. Mi ha chiesto la documentazione sullo stato patrimoniale aggiornato, dandomi ultimatum. Io gli ho inviato la documentazione, lui ha risposto che era impossibilitato a dare seguito al passaggio delle quote. Io non ho avuto una convocazione ufficiale per andare dal notaio, Izzo e i suoi soci sono a Napoli, io non so ancora l’indirizzo del notaio. Quando si va dal notaio, si va per firmare, con le carte già pronte. Quindi prima deve dirmi come intende darmi i soldi e poi occorre una liberatoria di Di Matteo. Lui non mi ha risposto e ora è a Napoli? Ditemi voi che persona è Izzo.
Avevo e ho un’idea per fare calcio ad Avellino, senza avere l’ambizione di fare calcio da solo in questa piazza. E’ venuto fuori che sono amministratore di due società i cui proprietari sono miei familiari. Quando sono entrato nel mondo del calcio a Campobasso, ho preferito liberarmi dei beni intestandoli alla mia famiglia, restandone amministratore. Questo conviene a chi fa calcio e a una società di calcio, l’esempio lampante è la Sidigas. Izzo si crede un grande industriale ma non credo che abbia la forza economica per esserlo. Io sono l’unico responsabile economicamente, penalmente e civilmente dell’Avellino calcio e vi anticipo che personalmente ho pensato agli stipendi che si devono pagare venerdì. La Innovation Football ha già firmato assegno circolare, io lo farò domani. Pretendo che Izzo, De Lucia e Autorino facciano lo stesso, domani. E lo do io l’ultimatum. Entro domani a mezzogiorno cacciassero 150mila euro.
Io sto lavorando affinché la società non abbia problemi e che la squadra vada bene, Izzo dovrà giustificare le garanzie economiche, firmate da una società telematica. Io presenterò le carte alla Procura della Repubblica e alla Procura Federale. Spero che la squadra venga lasciata in pace per poter lavorare come si deve, aggiungo che, tutte le persone all’interno della struttura societaria che non sono autorizzate da me o che hanno accordi con Martone, ma non con il club, vadano via già stasera. Se Izzo, Autorino e De Lucia non dovessero garantire la sua quota si assumeranno la responsabilità.
Abbiamo provveduto a versare la nostra parte anche per la rata Sidigas. I documenti alla Covisoc? Li abbiamo consegnati tutti tranne Autorino, poi sono cambiate alcune regole e nessuno li ha consegnati. Neppure Izzo. Da solo potrò coprire le spese, anche quelle che Izzo e i suoi soci non copriranno, sono qui per tranquillizzare la piazza. Io mantengo sempre la parola, pretendo che si rispettino gli impegni. Siamo caduti in una situazione paradossale che non dipende da me. Ho salvato l’Avellino dal fallimento a dicembre e sto facendo la stessa cosa adesso. Ci sono degli impegni da rispettare mercoledì e venerdì.
Io mantengo sempre la parola, pretendo che si rispettino gli impegni. Siamo caduti in una situazione paradossale che non dipende da me. Ho salvato l’Avellino dal fallimento a dicembre e sto facendo la stessa cosa adesso. Ci sono degli impegni da rispettare mercoledì e venerdì. Per la presentazione della documentazione credo che potremmo ottenere un’altra proroga, in quanto entreranno in società nuovi soci. Spero ci dia una mano anche l’imprenditoria irpina e ringrazio anche il Sindaco Festa. Ma Izzo deve mettere la sua quota, al momento è dentro la società. Io non cerco, come lui, di screditare gli altri con la menzogna, non lo farò mai. Sono venuto qui per farvi vedere chi sono io e chi è lui. Oggi mi ritrovo per la seconda volta a salvare l’Avellino. Ci siamo accollati noi tutte le spese finora, viaggi, alberghi, luce, dilazionamento Iva e altro. Cusano ha messo in società 90 mila euro, De Lucia e Autorino hanno versato 50mila euro a testa, Izzo sui 49mila euro. E’ tutto documentato.
Il mio impegno è rispettare le scadenze entro mercoledì, ma sicuramente avremo una proroga per i nuovi ingressi in società e quella di venerdì per il pagamento degli stipendi. Non vorrei parlare più delle faccende societarie, stiamo allontanando l’attenzione dalla squadra. Domani a mezzogiorno voglio il bonifico di 150mila euro da parte di Izzo, De Lucia e Autorino, se non lo faranno copriremo noi con un aumento di capitale. Poi, vorranno uscire dalla società, bene. Mi interessa che l’Avellino continui a vivere, stiamo gettando le basi per il futuro. Garantisco l'avvenire dell'Avellino. Non sarò da solo, ma avrò al mio fianco persone serie.
Federico è un calciatore che arriva dalla Serie A argentina, non giocava a Canicattì. Mi è stato detto che Capuano ha riferito a Izzo che il calciatore non è adatto all’Avellino. Ho chiesto al tecnico quando lo ha detto, lui mi ha risposto che a un suo collaboratore ha riferito che Federico non è pronto così come tutti i calciatori arrivati a gennaio. La Innovation Football svolgeva un lavoro per la procura dei calciatori, quando hanno acquisito quote dell’Avellino sapevano che le due cose non potevano coesistere. La foto della firma del calciatore al Benevento? Nessuno vieta di fare foto, ma dovete chiedere a loro. Ma ripeto: io e loro abbiamo fatto le cose nel modo più trasparente possibile.
Ho già chiesto scusa nel corso di una trasmissione tv, e sono pronto a farlo ora di fronte alla piazza intera. Ma credo che le scuse debbano arrivare anche dalla stampa, mi hanno chiamato bambino, ma non mi sento tale".


