Capuano: "D'Agostino può darmi la Ferrari che merito, prendo 20 gocce prima della partita e sono inferiore a pochi"
Ezio Capuano si è raccontato in una intervista a La Gazzetta dello Sport: "Non l’ho creato io il mio personaggio. Non sempre avrei dovuto dire quello che pensavo e le mie idee non sono emerse. Su YouTube vedo cose di 20 anni fa e un po’ di vergogno. Quando smontai Mertens? Non lo conoscevo, per fare show dissi che non avrebbe fatto più di 8 gare, sa, c’era Insigne. Poi mi sono scusato. Fare l'allenatore è una missione, io prendo 20 gocce prima delle partite, quando non le prenderò più smetterò di allenare perché saranno finiti gli stimoli. Bisogna entrare nelle menti dei giocatori e trarre il massimo. All’inizio il giocatore ti odia, alla lunga se intelligente ti ama. Non ho mai avuto squadre fortissime, ma ho sempre fatto risultati. Riuscirò a correre anch’io con una Ferrari? Io sono un allenatore del popolo. Vivo per far felice il popolo, qualunque sia la bandiera. La gente aspetta tutta la settimana che tu le dia un risultato. Mi sono legato a tutte le piazze. I salti sull'auto dopo Juve Stabia-Avellino? Il clima era molto pe- sante, quando sono uscito la gente mi aspettava per festeggiare. Per questo a luglio ad Avellino non mi hanno voluto: ci sono andato tre mesi dopo e mi sono fatto amare. Solo un pazzo poteva andarci, ma era la piazza che volevo. Ho tenuto il gruppo fuori da tutto, oggi siamo nei playoff e questa proprietà ha la forza per darmi la Ferrari che merito. Mi considero un simbolo del Sud. Ne ho viste di tutti i colori. Una volta con la Puteolana prima di una partita a Giugliano siamo stati aggrediti, non abbiamo giocato e abbiamo perso a tavolino. Il mio centravanti era Sossio Aruta, ho tifato per lui al Grande Fratello Vip. Mi sento inferiore a pochi, e parlo di Serie A. Tutti dicono che tatticamente sono il più bravo ed è dura farmi gol. Sono all’alba, non al crepuscolo. Sono tifoso di Conte, mi rivedo in lui. E uno dei più bravi rimane Montella. Gioie e amarezze in campo? Come moralità dico Potenza: in campo onorando lo sport anche se la squadra era fuori classifica. Come amarezze dico Taranto, perché ero troppo giovane. E poi Sora: abbiamo perso lo spareggio perché qualcuno non ha fatto il suo dovere. Non sono mai finito in un'inchiesta per il calcioscommesse, mentre in A c’è gente che ha commesso crimini verso il calcio. Apprezzo di più chi si mette il cappuccio e fa una rapina. Dopo un Puteolana-Tricase sono stato esonerato perché avevo vinto una partita che non dovevo vincere".


