Piotti: "Quando arrivai ad Avellino non mi riconobbero, ma mi son tolto belle soddisfazioni"
Ottorino Piotti, indimenticato portiere dell'Avellino dal 1977 al 1980, ha parlato ai microfoni di OttoChannel, concentrandosi sulla difficile situazione legata al Coronavirus e poi sull'esperienza in Irpinia: "Vivo a Saronno, in provincia di Varese, una delle zone meno colpite dal Coronavirus, ma è chiaro che questa situazione ha colpito tutti. Il calcio è fondamentale e io non vedo l'ora che si possa ripartire, per sdrammatizzare questo momento triste. Per il virus ho perso amici e persone che conoscevo, come Cometti che è stato il mio preparatore dei portieri all'Atalanta. E poi non puoi neppure partecipare ai funerali. Prendiamo le cose dal lato positivo, per il momento la salute regge.
Io sono venuto ad Avellino che non ero nessuno. Mi ricordo un episodio alla presentazione della squadra, in un primo momento non mi fecero neppure salire in sede a Galleria Mancini. L'addetto alla sicurezza mi disse che non ero in lista, che il portiere era Fiore. E mi fecero accomodare al bar, dopo una mezz'oretta mi fecero salire in sede. Ero un emerito sconosciuto e quando me ne andai, avevo ottenuto grosse soddisfazioni con la maglia dell'Avellino. Una delle squadre che seguo è proprio l'Avellino, so che ha passato delle vicissitudini, che ha superate. Come diesse ha Di Somma, un grande amico, con cui sono rimasto in ottimi rapporti. E poi sono contento perché è arrivato un bravo presidente che vuole fare bene e ha a cuore l'Avellino. Spero di vederla presto in categorie che merita".


