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Morero: "Non voglio ritirarmi per colpa del virus, voglio chiudere la carriera in B, con l'Avellino"TUTTOmercatoWEB
© foto di Andrea Rosito
lunedì 20 aprile 2020, 15:22Copertina
di redazione TuttoAvellino
per Tuttoavellino.it

Morero: "Non voglio ritirarmi per colpa del virus, voglio chiudere la carriera in B, con l'Avellino"

Il capitano dell'Avellino, Santiago Morero è intervenuto via skype su OttoChannel: "L'importante è che si prenda una decisione e si vada avanti, senza fare polemiche su chi verrà danneggiato o premiato. Non si deve guardare la propria squadra o il posto in classifica, ma trovare una decisione che valga per tutti. Io vorrei giocare il finale di stagione, ma c'è un problema e non si può rischiare la sicurezza e la salute. Rispetteremo il volere di chi deciderà per noi. 

Il mio futuro? Non voglio smettere per colpa del virus, non è il finale che mi ero prefissato. Voglio terminare la mia carriera con l'Avellino, ma non dipende soltanto da me. Sono rimasto in Serie D, lo abbiamo vinto e mi sarei aspettato di giocare un campionato di Serie C da protagonista. Non è stato possibile per le vicende societarie. E poi ho un sogno, tornare in Serie B, se riparte il campionato ci giocheremo le nostre possibilità, altrimenti ci proveremo l'anno prossimo. In squadra abbiamo molti calciatori che potrebbero fare carriera, ma tutto dipenderà dalla loro mentalità. Parisi ce la farà, è un ragazzo serio, lavora in silenzio, ha vinto un campionato di Serie D da protagonista. Se rimane sul pezzo farà carriera. Micovschi è molto bravo, Illanes pure, anche se ha perso un po' di tempo l'anno scorso perché non ha giocato. Tutti loro avranno un futuro importante, le possibilità arrivano, ma bisogna andare sempre al cento per cento". 

Sul suo 38esimo compleanno festeggiato sabato e la vita in quarantena: "Il mio compleanno? L'ho trascorso con moglie e figli, una piccola festicciola in famiglia. Bisogna abituarsi al momento. Sto condividendo momenti belli con i miei figli, avendo tre bambini con mia moglie ho sempre da fare. La mattina hanno lezione online a scuola, li aiutiamo con i compiti. Poi provo a ternermi in condizione, sperando si possa ricominciare. Al momento non si sa molto sul futuro, ma bisogna cercare di rimanere in forma, perché può succedere di tutto. E poi abbiamo tirato su un bel orticello, i bambini hanno piantato le loro piantine. Io faccio ricerche su internet, mi tengo aggiornato sui campionati esteri, in Argentina. Il calcio mi piace tanto. Poi con il piccolo Tiago gioco a palla, in giardino, pian piano il tempo passa. Eravamo impegnati a fare cose ripetitive, allenamenti, il sabato in ritiro, la domenica la partita. Cose che mi mancano, ma è più importante la salute, il resto viene dopo e bisogna adattarsi, restando calmi".

Sulla sitazione in Argentina: "In Argentina ci sono stati molto meno casi, lì il virus è arrivato dopo e avevano l'esperienza di quello che era accaduto in altre nazioni. Hanno chiuso in anticipo gli aeroporti, diverse attività e il numero di contagi non è stato alto. Lì il caldo sta finendo, arriverà presto il periodo invernale e potrebbero andare in difficoltà. Io mi auguro di no, perché l'Argentina non ha grosse strutture per affrontare l'emergenza. I miei amici lì stanno cercando di fare una quarantena come in Italia, anche se la situazione economica non permette di non lavorare. E' più difficile che in altre parti del mondo. In ogni caso, credo che tutto possa tornare alla normalità, nel breve periodo sarà molto difficile".

Sul rapporto a distanza con i compagni e il presidente D'Agostino: "Con i compagni mi sento sempre, anche con lo staff tecnico, ci confrontiamo, dandoci conforto, parlando di questa situazione. Non è facile allenarci per conto nostro. Il presidente mi ha chiamato per farmi gli auguri, lo ringrazio anche pubblicamente, non me lo aspettavo, è stato una bella cosa. Anche con suo figlio ho avuto la possibilità di parlare, sono rimasto sorpreso e lo ringrazio ancora".