Maglione: "Giusto fermare il campionato di Lega Pro, non sono d'accordo sul sorteggio per la B"
L'ex dirigente dell'Avellino, Francesco Maglione, è intervenuto ai microfoni di RadioPuntoNuovo. "Molti stanno parlando a sproposito. Il Consiglio Direttivo, all'unanimità, ha approvato una serie di risoluzioni, che non sono altro che proposte da sottoporre all'attenzione dei presidenti della Lega Pro, che dovranno votarle nell'assemblea del 4 maggio. E di dare mandato a Ghirelli di sottoporre al Consiglio Federale il risultato della decisione della Lega Pro, tra i 5 e il 7 maggio. Hanno buttato la croce addosso a Ghirelli, hanno gridato allo scandalo, come se già fosse una decisione certa. Non è cosi, è il Consiglio Federale della Figc a decidere.
Condivido pienamente il punto cardine della proposta, quello di interrompere la stagione: la ripresa del campionato è insostenibile per i tempi e i protocolli di sicurezza. Non condivido, però, l'idea di sorteggiare la quarta promossa in Serie B, soprattutto dal punto di vista giuridico. Non sarebbe altro che un sorteggio in cui si disputerebbero virtualmente i playoff, però è una contraddizione non disputare, allo stesso modo, i playout. Si era presa in considerazione anche l'ipotesi di una final four o una final eight. Irrealizzabili. Io ho perplessità anche su una possibile ripresa della Serie A. Non credo sia tempestivo porre al centro dell'attenzione il problema di far giocare la Serie A.
Non potendo fare playoff virtuali o regolarmente, ha diritto ad andare in Serie B la migliore seconda dei tre gironi. Anche il blocco dei ripescaggi dalla Serie D non lo condivido: la Lega Pro non può impedire un diritto a una società di un altro campionato. Inoltre il format della Lega Pro deve essere comunque a 60 squadre per la prossima stagione. Il sistema professionistico non può mantenere un numero di società così cospicuo, ma la prossima stagione dovrebbe essere di transizione per prevedere una riforma di format per la stagione 2021-2022, con la riduzione delle società, arrivando a una specie di Serie C d'elite.
In questa emergenza il sistema calcio si deve tutelare, per sopravvivere. Se la Serie A non dovesse giocare, la Serie C perderebbe in percentuale almeno 5 milioni euro, 75-80 mila euro di mutualità in meno a ogni società di Serie C. E se l'anno prossimo la Serie A non dovesse giocare, la Serie C perderebbe almeno 10 milioni di euro. La finalità di giocare, per la Serie A, è legittima sotto un profilo economico".


