La scheda - Baroni e il suo 4-3-3...
Differentemente da Massimo Rastelli alle prese con gli acciaccati Abero, Togni e Seculin, salvo infortuni dell'ultima ora, Marco Baroni per la gara di dopodomani contro i lupi potrà disporre per sua fortuna della squadra al completo, compreso il rientrante Gatto, reduce dagli impegni con l'Under 20. Unico in forse De Feo che nella seduta odierna ha lavorato a parte. Difficilmente, il tecnico toscano tradirà quel 4-3-3 che ha eletto a modulo di adozione e che finora ha costituito una strategia vincente considerata l’imbattibilità in queste tre prime giornte di campionato. Un modulo prettamente offensivo che a dir il vero mister Rastelli conosce a menadito per averlo anche lui applicato in maniera vincente in buona parte del campionato culminato con il ritorno dell’Avellino in cadetteria. Tra le punte di diamante dello scacchiere di Baroni rientra indubbiamente il fantasista scuola Bologna Casarini, affiancato in mediana dal guerriero e indimenticato ex biancoverde Mimmo Di Cecco. Ma pronti a creare scompiglio per la retroguardia biancoverde sono anche i componenti del trio d’attacco, in particolare i due, con ogni probabilità Piccolo e uno tra Gatto e Turchi accanto al centrale Falcinelli, che Baroni schiererà sugli esterni che Zappacosta e chi rimpiazzerà Abero, con tutta probabilità Bittante, avranno l’arduo compito di tenere a bada. Quella a cui fra poco più di 48 ore sarà tributato il calcio d’inizio rappresenta una sfida interessante perché vede fronteggiarsi non solo due provinciali fondanti la loro forza sul gruppo e sulla determinazione oltre che due squadre in lizza per il traguardo minimo della salvezza ma anche due tecnici neofiti del campionato cadetto. Da un lato Massimo Rastelli, dall’altro Marco Baroni. Il trainer fiorentino, 50 anni compiuti ieri, si è svestito dei panni del calciatore per indossare quelli altrettanto pesanti dell’allenatore nel 2000, dopo una lunga carriera che partendo dalla Fiorentina lo ha visto indossare da difensore le casacche di importanti formazioni anche di massima serie quali Monza, Padova, Udinese, Roma, Bologna Lecce, Poggibonsi, Ancona, Verona, Rondinella senza dimenticare la parentesi di Napoli della stagione 1989-1990 segnata come noto dalla conquista dello Scudetto e della Supercoppa Italiana. Tredici anni fa, come detto, l’inizio delle esperienze da tecnico che hanno visto Baroni allenare tra il 2000 e il 2005 diverse formazioni all’epoca militanti nell’odierna Seconda Divisione quali Rondinelle, Montevarchi, Carrarese e Sudtirol e rispettivamente nel 2006 e nel 2010 Ancona e Cremonese nell’ex serie C1, venendo in entrambi i casi anzitempo esonerato. Di mezzo, il triennio a Siena alla guida della Primavera, intervallato da una brevissima parentesi alla guida della prima squadra bianconera per tre partite, nel novembre 2009, a causa dell’esonero di Giampaolo. Nel 2011, l’approdo sulla panchina della Primavera della Juventus che Baroni ha trascinato nella scorsa stagione alla vittoria sia del Torneo di Viareggio, nella cui prima fase tra l’altro i baby bianconeri affrontarono anche i lupacchiotti di Iandolo battendoli a fine fatica in zona cesarini, che della Coppa Italia Primavera. Traguardi che sono valsi al tecnico toscano l’assegnazione del Trofeo Maestrelli attribuito ogni anno al miglior allenatore di formazioni giovanili.


