Campo pesante e un buon Bari, l'Avellino spazza via tutto ma...
La sesta vittoria dell'Avellino al Partenio, tra campionato e coppa, coincide con l'ennesima buona prestazione della squadra di Massimo Rastelli. La partita di ieri pomeriggio contro il Bari ha visto la compagine biancoverde mettere in campo quella fame di vittorie e quella determinazione che è da sempre il marchio di fabbrica del trainer avellinese. Nessun calo di concentrazione dopo la grande vittoria sui toscani e Lupi in campo con gli stessi undici che hanno battuto l'Empoli la settimana scorsa. Primo motivo per poter sperare in un nuovo bottino pieno. Il Bari, dal canto suo, ha schierato il classico 3-4-3 che ha messo in difficoltà l'Avellino per almeno venti minuti del primo tempo, in cui i pugliesi sembravano essere padroni del campo. Avellino più attendista, studiosa. Il solo Defendi, schierato sul lato mancino del tridente offensivo, ha creato inizialmente qualche grattacapo a Zappacosta, che successivamente ha innestato le marce alte sfrecciando su tutto l'out di destra. Campo molto pesante che non ha favorito lo spettacolo, infatti per buona parte del match, il gioco si è svolto prevalentemente a centrocampo, con contrasti decisi e pochi fraseggi.
A farla da padrone sono stati i giocatori come Arini e D'Angelo, veri mastini di centrocampo, che per intendersi, badano al sodo. Pacchetto arretrato ancora una volta perfetto. Izzo e Pisacane non sono più una sorpresa e Fabbro è diventato praticamente un ostacolo insormontabile per gli attaccanti avversari. Non dimentichiamo che attaccanti del calibro di Pavoletti, Tavano e Maccarone, ad Avellino, non sono riusciti ad andare a segno. Nota dolente, se proprio bisogna trovarla, è quella di non riuscire mai a chiudere la partita sull'1-0. Due pali e un'occasione colossale sprecata da Gigi Castaldo hanno fatto restare tutti con il fiato sospeso fino al 95'. A Rastelli questo non piace. Bisogna portare a casa in minor tempo quello che si merita.


