Lupi, peculiarità palle inattive nel bene e nel male
Le palle inattive costituiscono inevitabilmente una voce preponderante sia negli 8 gol fatti che nei 5 subiti finora dalla squadra di mister Rastelli. Sabato come noto i lupi hanno prevalso sul Bari grazie alla rete di D’Angelo partorita dagli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Zappacosta. Ma quella con i galletti non è stata la prima volta in cui i biancoverdi sono riusciti a conquistare punti. Ben 5 degli 8 gol fatti infatti sono derivati dalle palle inattive, entro cui vanno ad essere annoverati anche i rigori, tutti precisiamo netti e concessi legittimamente dai vari direttori di gara. A partire dall’esordio in campionato con il Novara dove fu Castaldo ad aprire le danze trasformando un penalty. A Latina, invece, a firmare il gol del momentaneo vantaggio fu Fabbro di testa sugli sviluppi di calcio d’angolo. Sempre dal corner nacque l’azione che poi permise a Massimo di scaricare alle spalle del portiere del Pescara la rete che valse l’1-1 all’Adriatico. Appartengono, infine, al recente passato la rete su rigore di Galabinov utile a consentire il successo sull’Empoli e il già sopra analizzato gol di Angelo D’Angelo decisivo della contesa con il Bari. Nelle ultime due gare al Partenio Lombardi oltre alle due vittorie i lupi hanno inanellato anche l’imbattibilità difensiva. La porta di Terracciano è infatti inviolata da 180 minuti ma se oggi le palle inattive vengono considerate quali una sorta di arma in più, fino al match di Pescara potevano essere considerate alla pari anche una spina nel fianco. Anche 4 dei 5 gol subiti dalla retroguardia biancoverde sono scaturiti da corner o punizioni. Ma nelle ultime due gare i lupi hanno trasformato il loro punto debole in punto di forza, segnando due reti su palle inattive e non subendone alcune. Per essere sicuri tuttavia della natura definitiva dell’inversione del trend occorrerà però attendere l’esito del banco di prova della continuità.


