Il ko contro il Palermo già un lontano ricordo, espugnato il Rigamonti. L’Avellino inizia a girare anche in trasferta
Quest’Avellino non vuole proprio smettere di stupire. La squadra di Rastelli ha dato un'altra grande risposta a quanti credevano che il k.o. col Palermo avesse ridimensionato le ambizioni della compagine biancoverde. Niente affatto. Altra prestazione super dell’Avellino, che a tratti ha ricordato quello che poco meno di due settimane fa si era imposto a Cittadella. Galabinov e Castaldo trascinano i lupi al secondo blitz esterno consecutivo e mandano al tappeto un Brescia spento e quasi mai in partita.
Se per l’Avellino le assenze nella gara di sette giorni fa erano pesate non poco, lo stesso discorso vale per le rondinelle che hanno pagato molto l’assenza di Caracciolo, elemento fondamentale per la squadra di Bergodi che ieri non aveva a disposizione alcuna alternativa, almeno per caratteristiche, simile all’airone. L’ex tecnico del Pescara è stato, così, costretto a schierare tante mezze punte. Rastelli, sempre molto bravo a studiare l’avversario, lo ha capito e, soprattutto nella fase iniziale del match, ha abbassato la linea dei centrocampisti inserendola quasi attaccata a quella dei difensori, proprio per evitare di concedere spazio ai brevilinei giocatori bresciani. Una mossa che ha finito per confondere le idee agli avversari che spesso hanno dovuto fare affidamento a cross divenuti facile preda soprattutto di Peccarisi. L’Avellino, però, non sempre è riuscito a ripartire benissimo in contropiede ogni qual volta veniva recuperata la palla. I lupi, però, sono stati bravi a spezzare l’equilibrio su un calcio piazzato, grazie all’ariete Galabinov che ha sfruttato alla perfezione la punizione di Millesi.
Nella ripresa, ci si attendeva una reazione da parte del Brescia che, in parte, è arrivata. Le rondinelle, però, solo in un’occasione si sono rese pericolose dalla parte di Seculin. L’Avellino ha continuato a difendersi con ordine, tentando di ripartire in contropiede per chiudere il match. Gli inserimenti di Herrera prima e di Castaldo poi avevano proprio l’obiettivo di dare maggiore vivacità al reparto offensivo, soprattutto per sfruttare al meglio le ripartenze. Da una di queste è nata l’espulsione per fallo da ultimo uomo di Benali, mentre da un’altra il gol del raddoppio di Castaldo.
Vittoria ampiamente meritata, dunque, per i lupi, in questo momento a due soli punti dal primo posto in classifica. Dopo un quarto di campionato, è bello poter evidenziare che l’Avellino è già a metà strada per il raggiungimento della salvezza. 24 punti in 13 partite, un ruolino di marcia molto importante che lascia ben sperare anche per il futuro. Da lunedì bisognerà cominciare alla gara con la Juve Stabia, non un classico per quanto concerne i derby campani ma pur sempre una sfida sentita da ambo le parti. I lupi vogliono ritornare alla vittoria anche tra le mura amiche e non poteva capitare partita migliore di quella contro le vespe. Ma questa è un’altra storia.


