Galabinov: "Sogno la A, adoro il cinema. Vengo da una famiglia di sportivi"
In una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, Andrey Galabinov si racconta ai microfoni del giornalista irpino Giulio Di Feo. Una famiglia con lo sport nel sangue quella del bomber bulgaro, 6 gol con l'Avellino e capocannoniere della squadra: nonno, padre e madre giocavano a pallavolo a livello internazionale, i primi due anche allenatori mentre il fratello gioca in A2. Andrey ha deciso di fare il calciatore, come il nonno Yordan Filipov, portiere del Cska Sofia e della Nazionale. "Ho provato tutti i ruoli tranne il portiere - ha spiegato - per poi fermarmi in attacco. Sono arrivati in Italia a 16 seguendo mio nonno, stavo per passare dalle giovanili alla prima squadra del Cska Sofia e ho dovuto ricominciare tutto daccapo restando fermo due anni, non è stato facile". Poi la Primavera del Bologna e ben otto prestiti in 5 squadre: "Mi allenavo bene, giocavo bene ma la volta dopo non partivo mai titolare e non capivo perché. Ora forse gioco perché sono migliorato. Mi piace studiare lingue, sto imparando il russo, tra libri e allenamenti il tempo libero è poco e lo dedico al cinema, un paio di volte la settimana.
Mi piace guardare il calcio, guardo anche 5 partite al giorno ma non guardo mai un giocatore per cerca di diventare come lui, cerchi di carpirne i segreti senza però mai fermarti. Penso si possa sempre migliorare, in tutto. Rastelli? Mi piace, lavora bene, si fatica tanto anche dal punto di vista tattico e siamo partiti bene. Il segreto? Sfruttiamo le nostre potenzialità, potevamo fare meglio anche nelle 3 partite perse. Il mio obiettivo personale? Alla A chiaramente penso sempre, segno più che posso per arrivarci quanto prima. Il volley? Mi piace guardarlo, provo qualche palleggio per divertimeno ma non mi ha mai colpito realmente...".


