Tacconi: "Juve ciliegina sulla torta per il fantastico lavoro di squadra e società. Promozione in A possibile: basta crederci”
“Non potrebbe essere altrimenti. Sono già pronto a partecipare alla festa del 9 gennaio. Perché al di là di quel che sarà il risultato, quella sarà una grande serata di festa. Avellino e l’Avellino meritano la sfida dello Juventus Stadium che per una serata riporterà i colori d’Irpinia là dove spero possano presto ritornare non solo per la Coppa Italia”. A parlare, intervistato da Il Mattino, è Stefano Tacconi che alla maglia biancoverde deve molte delle sue fortune essendo stata l’Irpinia la piazza in cui ha esordito nel campionato di massima serie, prima di trasferirsi alla Juve e conquistare Coppa dei Campioni e Nazionale: “Arrivai ad Avellino nell’anno della penalizzazione in una squadra completamente rivoluzionata dall’allora presidente Sibilia, al quale non smetterò mai di dire grazie per aver creduto sin dal primo giorno. Poi, la tragedia del 23 novembre, dopo una domenica fantastica in cui avevamo surclassato l’Ascoli. E la tragedia ci diede la molla per risalire e far qualcosa per Avellino e per il popolo irpino devastato da quell’immane sisma”. Tacconi, dopo l’inevitabile amarcord, si sofferma tuttavia anche sul presente e sul brillante rendimento dei lupi nella serie cadetta: “Quest’Avellino mi sta sorprendendo e mi sembra che siano tutti i presupposti per far bene. Un bel gruppo unito, un grande allenatore e una organizzazione societaria direi quasi perfetta. Spero di non sbagliarmi ma mi sembra si sia creata una di quelle situazioni in cui è possibile mettere insieme un filotto di risultati e di promozioni. In questo contesto la gara contro la Juve rappresenta la ciliegina sulla torta che può aiutare i calciatori a rendere ancora di più anche in campionato. Non capita infatti tutti i giorni di affrontare la Juve. Per i calciatori stento a credere che il giocare allo Juventus Stadium sarà foriero di una semplice sensazione. Credo infatti che per loro rappresenti piuttosto un sogno che si corona”.


