Puleo: "Anch'io stasera allo stadio per trascinare i lupi alla vittoria. Per il campionato priorità salvezza"
In un potenziale elenco dei calciatori più rappresentativi della storia biancoverde, a trovare sicuramente un posto è Simone Puleo. L’ex capitano, in Irpinia dal 2000 al 2011, non ha ancora appeso ufficialmente le scarpette al chiodo ed essendo attualmente senza squadra, sta frequentando a Coverciano il corso per direttore sportivo anche se tra le sue ambizioni rientra anche quella del divenire allenatore. Intanto, Puleo è giunto ieri in Irpinia per prendere parte alla sfida odierna di Avellino-Frosinone e ospite di Linea Verde Sport, ha commentato così l’esaltante rendimento fin qui collezionato nella serie cadetta dalla truppa di mister Rastelli : “La squadra del mio cuore è il Milan ma ad Avellino ho vissuto 11 anni indimenticabili e forieri di sensazioni e ricordi incancellabili. Beh diciamo che se il Milan è la mia “mamma” calcistica, l’Avellino è la mia “fidanzata”. Certo gioca a mio favore il fatto che i lupi giochino di sabato e quando riesco, cerco di non perdermi nessuna delle partite di questa squadra a cui continuo ad essere profondamente legato. Oggi sarò al Partenio Lombardi in quanto in questa gara c’è in palio un traguardo storico e da tifoso non intendo voluto assolutamente perdermi la festa che già immagino. Non so quale sarà la formazione che scenderà in campo ma Massimo non dovrà essere assolutamente contestato se deciderà di puntare su quei calciatori che finora non hanno trovato spazio, sia quelli più giovani in quanto animati dalla volontà di mettersi in mostra e far bene in una vetrina così importante, sia quelli più anziani in quanto titolari di quell’esperienza in grado di risultare decisiva e determinante in gare secche. Il vedere comunque quest’Avellino così in alto in classifica rappresenta già di per sè una gioia, anche perché ad essere protagonisti di questi successi oltre ai miei ex storici compagni quali Raffaele Biancolino e Ciccio Millesi oltre a Massimo Rastelli sono diversi ragazzi con i quali ho avuto modo di condividere la mia ultima esperienza con la maglia biancoverde, risalente a due anni fa e alla prima stagione di Prima Divisione targata Bucaro. Penso a Zappacosta che nonostante le critiche già mostrava allora di essere un predestinato. Non ho problemi a definirlo uno dei migliori terzini d’Italia in quanto ha dalla sua una qualità che non tutti gli esterni bassi hanno, ovvero quella del cross in corsa. Tra i pilastri di quest’Avellino oltre a lui c’è anche un ex mio compagno di reparto, Armando Izzo, davvero migliorato e cresciuto tantissimo. Anche lui già due anni fa dimostrava di avere ottimi doti ma forse aveva bisogno di maturare e mi fa piacere che si sia dato per farlo. Infine, non per ultimo Angelo D’Angelo che ha tutte le qualità per essere considerato il calciatore simbolo di quest’Avellino. Sugli obiettivi, Massimo ha fatto bene a spronare l’ambiente a restare con i piedi per terra. Vincere fa bene ma non bisogna perdere di vista l’obiettivo primario costituito dalla salvezza che già di per sé rappresenterebbe una grande vittoria, visti i precedenti in B poco felici dei quali sono stato ahimè protagonista”.


