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I numeri dell'era Rastelli: nelle 60 gare sotto la sua guida 32 vittorie e 112 punti per i lupiTUTTOmercatoWEB
© foto di Prospero Scolpini/TuttoLegaPro.com
venerdì 10 gennaio 2014, 09:42Copertina
di Angelo De Rogatis
per Tuttoavellino.it

I numeri dell'era Rastelli: nelle 60 gare sotto la sua guida 32 vittorie e 112 punti per i lupi

Quella di Novara sarà la 61^ gara sulla panchina dei lupi per quel Massimo Rastelli a cui sono in molti ad ascrivere più che legittimamente il superlativo rendimento della rivelazione Avellino. 10 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte, 26 gol fatti (1,23 per partita) e 20 subiti (0,98 per partita): queste le componenti del trend maturato nelle 21 giornate del corrente torneo cadetto e fruttato 37 punti (1,42 per partita) che sommato a quello del campionato della passata stagione valso la promozione diretta (18 vittorie, 7 pareggi e 5 sconfitte), consegna un rendimento complessivo di 28 vittorie, 14 pareggi e 9 sconfitte per un totale di 98 punti (1,92 per partita), 78 gol fatti (1,52 per partita), 49 subiti (0,96 subiti) La soglia dei 100 punti, tuttavia, viene ampiamente superata se oltre ai risultati maturati nelle gare di regular season si considerano i 2 pareggi maturati nelle gare della Supercoppa di Lega Pro con il Trapani (2 punti, 3 gol fatti e 3 subiti) unitamente alle 4 vittorie e alle 3 sconfitte (12 punti, 6 gol fatti, 7 subiti) scaturite nei 7 impegni valevoli per la Coppa Italia di C e per la Tim Cup disputati in questo biennio. Sommando il tutto, si evince che in 60 gare ufficiali l’Avellino di mister Rastelli è riuscita a conquistare 112 punti, frutto di 32 vittorie (53,33%) 16 (26,66%) pareggi e 12 sconfitte (20%) con un’annessa media di 1,86 punti per partita, 87 gol fatti (1,45 per partita) e 59 subiti (0,98 per partita). In parole povere, insomma, sotto la guida del tecnico natio di Torre del Greco, l’Avellino su cinque partite ne vince 3, ne pareggia 1 e ne perde 1. Un trend equivalente ad una media di poco inferiore ai 2 punti per partita che Castaldo e compagni sono riusciti sorprendentemente a confermare anche nella corrente stagione. E non a caso si ritrovano al terzo posto in classifica, a una manciata dai punti dai posti per la promozione diretta. Difficile aspettarsi tutto questo alla vigilia. Chapeau, dunque, per mister Rastelli e per la società che ha creduto giustamente in lui, adottando finalmente quella politica della continuità in cui va ad essere ricercato il segreto dei successi di blasonati club come Arsenal, Udinese ma anche delle salvezze tranquille e stoiche di provinciali come il Cittadella. Ad Avellino, invece, dai tempi della massima serie non si assisteva ad una riconferma sulla panchina biancoverde. Un tabù che la famiglia Taccone ha avuto il coraggio di sfatare e che è valso frutti e successi e non quelle delusioni a cui anche la scelta di cambiare traghettatore dopo le promozioni aveva contributo ad assuefare il popolo biancoverde durante le stagioni delle “ascensori”.

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