Il ds De Vito: "Sono sempre più fiero di essere il direttore di questi ragazzi"
Il diesse sportivo, Enzo De Vito, nel corso della trasmissione Linea Verde Sport su ITV, è tornato sulla gara del Liberati: “È stata una partita monotematica nel senso che l’Avellino ha fatto capire fin dall’inizio che aveva voglia di giocare, voglia di imporsi, ma sulla nostra strada abbiamo trovato un super Brignoli che ci ha negato la gioia dei tre punti. È un periodo che si raccoglie meno di quanto si semina. Purtroppo nelle ultime dieci gare abbiamo ottenuto due vittorie, due sconfitte e sei pareggi, ma l’Avellino si è espresso sempre bene tranne la parentesi di Novara dove ci aspettavamo le difficoltà della ripresa e la sconfitta ci poteva stare. Ci dispiace perché nelle gare contro il Trapani, il crotone e la ternna, l’Avellino meritava qualche punto in più. Dobbiamo ora solo guardare avanti con la consapevolezza che la squadra ha una sua identità e un plauso va a mister Rastelli e al suo staff per le capacità di inculcare questa mentalità. È bello vederci terzi in classifica e per questo ringrazio questa società e i tifosi che ci fanno sentire importante. Sono sempre più fiero di essere il direttore di questi ragazzi. Lo dico perché mi danno emozioni continue. Ad esempio, a Terni, Schiavon insieme alla moglie all’ultimo mese di gravidanza sono venuti per starci vicini. Sono piccoli gesti che fanno capire quanto vale il gruppo. Infatti, io e il presidente siamo riusciti ad inculcare ai ragazzi lo spirito di gruppo e di squadra. Quando un direttore vede questi gesti non può che essere speranzoso e fiducioso. Naturalmente, tutto ciò va supportato dai risultati, però molto spesso il risultato del sabato è figlio di cinque fattori, i quali non sono tutti dominabili da me, da Rastelli, dalla stampa o dai tifosi. Sono convinto che con questo spirito che incarna questo Avellino giocheremo alla morte contro tutti sperando di arrivare prima ai fatidici 50 punti e poi guardare oltre. Spero che il trinomio società-tifosi-stampa possa continuare perché vuol dire che l’Avellino ha vita lunga».


