DA ZERO A DIECI - Le amnesie della ripresa, i playoff e l'imprecisione sottoporta
Continua il saliscendi di prestazioni biancoverdi: a Cesena l'Avellino dura solo un tempo per poi crollare nella ripresa in nove minuti, complice anche un'ingenuità di Peccarisi. Ma forse col rigore concesso sul doppio destro di Coppola a Pisacane sarebbe stata un'altra partita. Riviviamo il match nella consueta rubrica da zero a dieci.
ZERO - L'Avellino torna a non segnare fuori casa e racimolare zero punti lontano dal Partenio: non accadeva dal 2-0 di Palermo (stesso risultato) e nuovo passo indietro dopo la vittoria sul Crotone di sette giorni fa. Zero anche la differenza reti dell'Avellino che ha subìto lo stessi numero di reti segnate finora: 39.
UNO - Con questa sconfitta l'Avellino scivola nuovamente fuori dai playoff, ma la zona spareggi resta comunque alla portata, a un solo punto. Un continuo saliscendi che molto probabilmente si protrarrà fino all'ultima giornata.
DUE - Solo due tiri in porta dell'Avellino in tutto l'arco della partita, contro i 5 del Cesena. Nel complesso però gli irpini ci hanno provato eccome, con ben 10 tiri terminati fuori, ma come al solito è mancato il cinismo sotto porta.
TRE - Veniva da tre sconfitte consecutive il Cesena e un'astinenza dalla marcatura equivalente, ma contro l'Avellino ha ritrovato di colpo successo e cinismo sotto rete, sicuramente favorito dall'ennesimo calo biancoverde nel corso della partita: di questo passo i playoff resteranno un sogno.
QUATTRO - A Cesena Rastelli, dopo aver fatto per tutto il campionato del 3-5-2 il suo credo, è tornato alla difesa a quattro, complice quasi certamente l'assenza per infortunio di Bittante e la cronica assenza di un laterale sinistro di ruolo. La difesa ha tenuto bene nel primo tempo grazie anche a un Cesena poco reattivo, ha però patito il calo generale della squadra nella ripresa e la contemporanea crescita cesenate.
CINQUE - Le giornate che mancano al termine, quindici punti in palio in cui tutto può ancora accadere, ma ai Lupi continua a mancare continuità di risultati. Dopo lo Spezia ci saranno due scontri diretti per i playoff contro Modena e Trapani, e poi due squadre che probabilmente saranno già retrocesse come Reggina e Padova.
SEI - Poche le sufficienze nella sconfitta di Cesena, accettabili solo le prove di Seculin, incolpevole sui gol, Pisacane, molto generoso, e Zappacosta, il migliore in assoluto. Tutti gli altri sotto la media,decisamente un altro passo indietro rispetto alla gara contro il Crotone, ma per i playoff servono almeno 2-3 risultati utili consecutivi.
SETTE - Il Dino Manuzzi resta un campo stregato per l'Avellino: con il 2-0 di ieri sono 9 gli incontri giocati in Romagna con 7 vittorie globali dei bianconeri e 2 pareggi, mai una vittoria irpina.
OTTO - Con le due reti rifilate all'Avellino tra il 20' e il 29' della ripresa, salgono a 8 i gol segnati dal Cesena tra il 15' e il 30' del secondo tempo. Una squadra molto equilibrata (anche se non segnava da oltre 300 minuti) che va in gol in ogni momento della partita: sono infatti 8 anche i gol segnati nell'ultimo quarto d'ora di partita, 9 quelli siglati in avvio di ripresa. Grande equilibrio anche nel primo tempo del Cesena con 5 gol segnati sia tra il 1' e il 15', sia nel secondo e sia nel terzo quarto d'ora.
NOVE - Nove minuti tremendi per i Lupi, dal 20' al 29' della ripresa, nel corso dei quali il Cesena ha praticamente chiuso la partita grazie al colpo di testa di Camporese (che nella circostanza si è anche infortunato) e il rigore di Garritano. Il match è praticamente terminato lì.
DIECI - L'Avellino ha giocato in dieci gli ultimi venti minuti di partita a causa dell'espulsione per doppia ammonizione di Peccarisi, un fallo ingenuo che ha portato un giocatore d'esperienza come Peccarisi a fermare irregolarmente un ragazzino come Garritano, che nell'occasione ha avuto la meglio sul più esperto collega e poi trasformato egli stesso il penalty.


