Campilongo: "Bisogna essere obiettivi: la squadra a gennaio andava puntellata"
«Quella che è mancata all'Avellino in tutta la seconda parte del campionato» - secondo quando riporta "Il Mattino" è la continuità dei risutlati - «La sconfitta esterna col Cesena in chiave play off pesa eccome - continua l'ex biancoverde - La difesa è stata disattenta e la squadra non ha sfruttato il momento negativo che stavano attraversando i padroni di casa. C'era una compagine, al di là di una buona rosa, in crisi di risultati e con un allenatore in discussione. Mi aspettavo un Avellino più incisivo, pronto a far leva sui problemi del Cesena, ma alla fine ha rimediato una brutta battuta d'arresto». Sul rush finale: «Nella corsa per blindare un posto nell'appendice della stagione agonistica si sono inserite altre squadre, vedi Spezia. E anche il Bari ora vuole giocarsi un posto nei play off. Si è fatto tutto più difficile, non tanto per un fatto di risultati, ma per una questione di continuità. Senza mezzi termini: nel girone di ritorno l'Avellino è stato troppo discontinuo. Nella mia carriera ho disputato cinque campionati di B e conosco la categoria, quindi, se una squadra va avanti con alti e bassi diventa dura». Sul campionato di lupi: «Per quanto riguarda la prima parte del campionato, ho visto un Avellino straordinario: se avesse fatto almeno la metà dei punti messi insieme all'andata, oggi parleremmo di una compagine concentrata sulla promozione in serie A. Così, però, l'Avellino, che in questa fase cruciale vince in casa col Crotone e subito perde in trasferta col Cesena, rischia davvero di compromettere il treno per i play off. Direi che la B si divide in due campionati diversi, tra andata e ritorno, è la verità. E la squadra biancoverde, dal giro di boa ad oggi, ha sprecato troppo, mostrandosi deficitaria dal punto di vista dei risultati. Certo, per una matricola, resta comunque un grande campionato. L'undici di Rastelli avrebbe potuto occupare i piani alti della classifica, ma bisogna anche saper essere obiettivi e, guardando gli uomini che compongono l'organico, complessivamente pochi hanno fatto la categoria: ci sono molti giocatori di Prima Divisione e qualche elemento importante, ma giovane, come Zappacosta. Una neopromossa vuole sempre mettersi in mostra, però, poi, al giro di boa, viene fuori l'esperienza. Sono tante 42 partite e c'è pure una preparazione diversa, tutte cose che vanno messe in preventivo». Per Campilongo la squadra andava puntellata: «A gennaio bisognava intervenire sul mercato, puntando principalmente sull'esperienza. Giusto per dare quel qualcosa in più alla squadra. Probabilmente, in questi quattro mesi, è quello che è mancato. La società e Rastelli hanno fatto un buon lavoro e dopo quel girone d'andata l'entusiasmo della tifoseria era alle stelle: bastava poco per fare bene anche nella seconda parte del campionato». Come si affronteranno le prossimo cinque gare? «Senza pensare a nulla, con la mente sgombra da tutto, play off compresi, giocando, però, con la giusta cattiveria agonistica: ci sono 15 punti in palio».


