I lupi deludono ancora in trasferta, atteggiamento troppo molle. Pochi alibi, l'Avellino non ha meritato i play off
Si è chiuso nel peggiore dei modi il campionato dell'Avellino. I lupi sono stati sconfitti per 2-1 dal Padova e hanno abbandonato il terreno di gioco dell'Euganeo tra i fischi e la contestazione dei tanti supporters biancoverdi giunti in Veneto. La stagione della squadra biancoverde resta positiva e su questo non ci sono dubbi ma l'atteggiamento visto in campo soprattutto nelle ultime gare giocate in trasferta ha lasciato davvero a desiderare. In questo girone di ritorno quasi nulla è andato per il verso giusto ma sarebbe da sciocchi cercare alibi in altri fattori per la mancata qualificazione ai play off. Gli errori arbitrali e la malasorte non hanno sicuramente aiutato questa squadra ma, alla luce dei risultati giunti dagli altri campi, l'Avellino con una vittoria a Padova avrebbe ottenuto l'accesso alla post season. Il mancato successo contro una compagine già retrocessa ha regalato una certezza: i lupi, e dispiace molto dirlo, non hanno meritato questi play off. Da troppe parti il successo degli irpini a Padova era stato dato per scontato. Quando non si scende in campo con il giusto atteggiamento si può perdere contro chiunque, anche contro un avversario che non aveva più nulla da chiedere a questo campionato e che era reduce da una settimana davvero terribile. Le assenze di diversi giocatori hanno pesato ma non hanno fatto la differenza. Ancora una volta la squadra ha fallito l'approccio al match in trasferta. L'Avellino ha letteralmente regalato due gol ed un tempo al Padova, venendo fuori solamente negli ultimi minuti della prima frazione di gioco. Il gol di Castaldo, giunto pochi secondi prima del duplice fischio del direttore di gara, ha illuso tutti. Chi si aspettava una squadra arrembante che mettesse, nella ripresa, alle corde l'avversario è rimasto deluso. L'Avellino ci ha provato ma lo ha fatto in maniera poco lucida ed ordinata.
Se i tifosi a fine gara si sono arrabbiati con la squadra non è stato per la sconfitta. Nel calcio non si può sempre vincere ma ciò che conta è almeno provarci e lottare fino all'ultimo. I tanti supporters irpini giunti all'Euganeo ad incitare Castaldo e compagni avrebbero meritato tutt'altra prestazione. Non bisogna, però, fare di tutta l'erba un fascio. Molto probabilmente l'Avellino non era e non è ancora pronto per certi traguardi. A gennaio non è stato fatto un mercato da "big" e, un po' alla volta, sono venuti fuori anche i limiti anche di quei calciatori che, forse, erano stati sopravvalutati dopo un ottimo girone di andata e che hanno perso parte di quell'umiltà che li aveva contraddistinti. Per il futuro sarà importante cercare di monetizzare dalla cessione di alcuni elementi e ripartire dalle tante note liete di questa stagione. L'augurio è che questo campionato sia servito per gettare le basi per un futuro tranquillo e che non venga smantellato quanto di buono fatto in questi anni. L'Avellino ha riacquisito una certa credibilità ed ora deve consolidare la propria posizione in cadetteria. Sarà, però, necessario il contributo di tutti. Solo uniti ai può tentare di andare lontano e di garantire un futuro dignitoso a questa piazza.


