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tmw / avellino / Copertina
Taccone: "Assolvo l'Avellino e i tifosi, ma sarebbe meglio giocare sempre in trasferta. Un ritiro..."
venerdì 8 aprile 2016, 23:46Copertina
di Carmine Roca
per Tuttoavellino.it

Taccone: "Assolvo l'Avellino e i tifosi, ma sarebbe meglio giocare sempre in trasferta. Un ritiro..."

Si veste da pompiere il presidente dell’Avellino, Walter Taccone. Abbassa i toni, difende la sua squadra e l’operato di Marcolin. Ha visto un buon Avellino il patron biancoverde: “Voglio gettare un po’ di acqua sul fuoco. Non è una brutta sconfitta, ma una sconfitta cocente. A Latina la squadra non ha proprio combattuto, mentre stasera i ragazzi hanno giocato bene. Onore e merito al Pescara che ha fatto la sua partita, una buona squadra che ha trovato nel suo portiere il migliore in campo. Sapevamo che anche con tante defezioni avrebbero giocato la loro partita. So che i tifosi sono delusi, avrebbero voluto vincere, ma stasera con tre tiri in porta abbiamo preso tre gol. Assolvo i ragazzi e assolvo anche i tifosi, che però non possono essere offensivi nei confronti di Castaldo. Ha giocato una partita al suo livello e ha segnato un gran gol che mi ha fatto perdere la voce per la gioia. Tutta la squadra ha fatto il suo dovere”.

Troppo tardi per rimpiangere Tesser, troppo presto per criticare Marcolin: “Io credo che dopo sedici giorni non si possa esporre una critica sull’operato dell’allenatore. E’ arrivato da poco, non conosceva la squadra. Tesser non aveva fatto male, è logico, ma al momento le persone che dicono che sarebbe meglio riprendere Tesser sono meno di chi ci chiedeva di esonerarlo. Non credo che la scelta di chiamare Marcolin sia stata sbagliata. I risultati fanno la differenza. Il mio primo obiettivo era quello di ottenere la salvezza, ma era mio dovere ottenere dall’ambiente una scossa e tentare di agganciare i play off, che se non raggiunti avrebbero rappresentato, per me, un fallimento. A Tesser siamo grati, è stato un buon allenatore, ma siccome io ci metto i soldi e la faccia, decido io. Marcolin lo abbiamo preso per risollevare la squadra. La preoccupazione mia è una: non siamo abituati a lottare per non retrocedere. Per sette anni non lo abbiamo mai fatto e la società, e io per primo, dovremo cercare di dare sostegno ai calciatori e all’allenatore. Restiamo uniti e non rompiamo il giocattolo”.

Sulla contestazione dei tifosi e sull’ipotesi di portare la squadra in ritiro: “Preferirei giocare tutte le partite fuori casa, perché in trasferta viene lo zoccolo duro che ci ha applaudito perfino a Latina. Questi sono i tifosi che ci seguono sempre e che ci stanno vicini. In casa accadono sempre le stesse cose e iniziano a contestare al minimo errore. Di ritiro ne ho parlato con mio figlio e con il direttore sportivo. Non vogliamo portarli per forza lontano dalla città, ma forse allontanarli da Avellino potrebbe sgombrare la loro mente. Sicuramente non sarebbe un ritiro punitivo”.