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Le scuse, l'analisi dei problemi e l'obiettivo di tornare a vincere: Italia, si è aperto il Mancini-bis

Le scuse, l'analisi dei problemi e l'obiettivo di tornare a vincere: Italia, si è aperto il Mancini-bis TUTTOmercatoWEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Niccolò Righi
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Niccolò Righi
Oggi alle 00:56I fatti del giorno

"Mi dispiace, io sono innamorato della Nazionale e perderla è stata come perdere la donna della tua vita. Ho commesso un errore". Inizia con una doverosa richiesta di scuse il Mancini bis alla guida dell'Italia, presentato in conferenza stampa dopo l'ufficialità arrivata ieri. L'allenatore non ha neanche aspettato la domanda dei giornalisti per fare il mea culpa sull'addio nel 2023 per la panchina dell'Arabia Saudita: "Ci fu una mancanza di comunicazione con Gravina ma la responsabilità fu totalmente mia.Se ci fossimo parlati in quel momento non sarebbe accaduto nulla. Oggi ringrazio Malagò per avermi permesso di riscattarmi: non vedo l'ora di farlo".

Entrando più nel dettaglio dei problemi presenti oggi nel calcio italiano e che il nuovo corso targato Malagò-Mancini-Ranieri si impegnerà a risolvere, il CT è tornato anche sulla larga fetta di stranieri oggi presenti in Serie A: "È logico che la speranza è che giochino più italiani, magari nelle giovanili possiamo pensare di far giocare i giovani con i ragazzi più grandi. Il nostro obiettivo è far ripartire subito la nazionale e vincere, perché nel mondo del calcio è questo che conta. Io spero solo che possano giocare più italiani possibili così da migliorare e renderli grandi giocatori, perché le qualità le hanno".

Certo, tra i dire e il fare c'è sempre di mezzo il proverbiale mare, ma è anche vero che Mancini davanti ai microfoni è sembrato più carico che mai: " Vedremo con i ragazzi da dove ripartiremo, sicuramente la base sarà quella perché così avremo uno spirito offensivo. Essere sempre propositivi e cercare di vincere tutte le partite è la cosa più importante. Quando siamo partiti ricordo il 90/95% dei giornalisti riteneva la nostra squadra la settima o ottava d'Europa. Non abbiamo mai perso in quattro anni e purtroppo la Spagna ci ha appena tolto il record. Io credo che l'Italia se arriva al Mondiale, anche se non da favorita, diventa pericolosa e una delle candidate. Cercheremo di costruire una squadra il prima possibile, l'obiettivo è qualificarci all'Europeo e poi penseremo al Mondiale".

Infine la promessa ambiziosa: "Questo è il mio ruolo preferito, io spero di poter vincere uno o anche due trofei importanti e spero di poter restare anche dopo". Dopo le scuse e le promesse, per Mancini si apre così il secondo capitolo alla guida della Nazionale. L'obiettivo è riportare entusiasmo e risultati, con la speranza di rilanciare il calcio italiano e restituire agli Azzurri un ruolo da protagonisti nelle grandi competizioni internazionali.

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